Alessia Giuliani: “Matilde mi ha insegnato a rimanere di più in ascolto” – VIDEO INTERVISTA

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Alessia Giuliani

Impulsiva e piena di energia ma allo stesso tempo dolce e carismatica, Alessia Giuliani ha subito abbracciato il ruolo di Matilde in Più Forti del Destino, la nuova fiction di Canale 5, come una grande sfida che l’ha aiutata anche a migliorare se stessa.

Noi di Survived The Shows abbiamo avuto il piacere di parlare della serie con Alessia Giuliani, discutendo qual’è stata per lei la più grande sfida nell’interpretare Matilde, cosa l’ha convinta ad accettare il ruolo e la sua esperienza sul set.

L’elemento del dramma in costume ha affascinato Alessia Giuliani fin da subito, garantendole di sganciarsi dalla quotidianità in modo netto. Poi subito al callback, quando ha avuto modo di conoscere Alexis Sweet il regista, e parlare con lui del progetto, il suo desiderio di partecipare a questo progetto e abbracciare questo ruolo è diventato sempre più forte.

Nonostante la sua già grande esperienza, il ruolo di Matilde ha regalato ad Alessia una grande sfida.

Interpretare Matilde, personaggio con un carattere molto diverso da quello di Alessia, che si definisce una grande impulsiva, è stato esso stesso una sfida.

Un altro elemento da considerare è il fatto che il rapporto che c’è tra Matilde e suo marito nasce dall’amore, cosa non scontata per l’epoca, e questo le ha permesso di guadagnarsi uno spazio per essere ascoltata. Tutto ciò per Alessia ha rappresentato una sfida ma anche un motivo di crescita personale.

Alessia Giuliani in Più Forti del Destino

“Non ho quelle qualità della pazienza, dell’ascolto e di capire quando è il momento giusto per parlare. Poi chiaramente quelli erano anche tempi molto differenti, la donna per riuscire ad avere il rispetto del proprio compagno… era una grande fatica. Quindi, sicuramente io nella vita sono esattamente l’opposto. Sono una che tira fuori sempre tutto quello che pensa, non ho filtri. Non ho quella dote di saper aspettare il momento giusto e trovare le parole giuste… e quindi mi è piaciuto molto […] Soprattutto mi ha insegnato a restare in ascolto e capire quali sono i tempi giusti per agire

Alessia Giuliani sulla sfida maggiore nell’interpretare Matilde

Allo stesso tempo però, essendo mamma, l’attrice si ritrova in quel senso di protezione che caratterizza Matilde nel rapporto con sua figlia Costanza (Dharma Mangia Woods) e il suo relazionarsi alle problematiche dei figli. Alessia racconta per altro di essersi molto emozionata durante la scena in cui Costanza prova l’abito da sposa, pensando anche per un attimo a sua figlia col vestito nella vita reale.

Affrontare l’uso dei costumi d’epoca in scena per Alessia non è stato un ostacolo, anzi lo ritiene un prezioso strumento per l’attore.

Alessia Giuliani non si è sentita intimorita all’idea di indossare i panni di un personaggio d’epoca con corsetti e acconciature, anzi lo considera uno strumento di grande suggestione, che le ha dato modo di capire meglio la dimensione in cui si muove Matilde. Scherzosamente condivide con noi che, nonostante fosse già in qualche modo preparata all’uso del corpetto dopo aver recitato in spettacoli teatrali tratti da opere di Molière in passato, nulla ti prepara abbastanza al sopportare il corpetto durante la pausa pranzo, che definisce come la parte più complicata.

Parlando di questo aspetto, l’attrice ci spiega come lei, a differenza di altri colleghi, non abbia un vero e proprio metodo nell’approccio col personaggio. Lei non ha l’abitudine di costruire nel vero senso della parola il personaggio. Più che altro, nella sua natura da istintiva, preferisce lasciarsi suggestionare sul momento e farsi alcune domande che contestualizzino il personaggio. Perchè quel personaggio fa e dice certe cose? e solo in seguito il come.

L’attrice descrive in modo totalmente positivo la sua esperienza sul set, dove ha incontrato colleghi molto preparati, professionali e poco divi.

Nonostante rimpianga di non aver potuto condividere più scene con Giulia Bevilacqua e Laura Chiatti, visti i percorsi separati dei personaggi, Alessia ricorda l’esperienza sul set per le riprese di Più Forti del Destino come un clima pieno di festa e condivisione.

Ha avuto l’occasione di lavorare nuovamente con Paolo Sassanelli, con cui aveva recitato in teatro circa vent’anni prima, e l’idea di interpretare una coppia ha rappresentato per entrambi subito una gioia grandissima. Poi c’è Dharma Mangia Woods, che lei ha soprannominato dolcemente “figliolanza” e della quale dice: “Come si fa a non amarla?”.

Anche da un punto di vista di riprese, Alessia Giuliani racconta come abbiano girato le scene della loro famiglia, nella casa, in blocco, senza girarle in più tempi. Quindi ciò gli ha consentito di “respirare insieme”, come una famiglia.

Una delle scene più emozionanti in assoluto di Alessia in Più Forti del Destino è senza dubbio quella che vede Matilde e Arianna (Giulia Bevilacqua) incontrarsi nella chiesa.

Come ci racconta Alessia Giuliani, è stata proprio quella scena su cui si è basato il primo provino per la serie, girato grazie all’aiuto dell’amico Flavio Furno in modo molto creativo, ed è stata quella scena che hanno girato proprio nel primo giorno di riprese.

Grazie alle indicazioni di Alexis Sweet già dai provini, Alessia Giuliani ha capito la direzione che il regista voleva per quella scena, poi sarà la presenza di Giulia Bevilacqua in tutta la sua bravura o anche l’atmosfera della chiesa, ma sono riuscite subito ad emozionarsi e creare la scena.

Alla domanda con quale tra i personaggi di Più Forti del Destino si sente più affine, Alessia risponde che idealmente Arianna è quella che le si avvicina di più come temperamento.

Per il tipo di temperamento che ho, per il fatto che faccio fatica a subire le cose senza mettere nel piatto le mie ragioni, sicuramente il personaggio di Arianna è un personaggio che cerca di rompere tutte quelle pareti così rigide di quella società. Sicuramente rispetto al personaggio non avrei quel coraggio fino in fondo. Ma sicuramente il personaggio di Arianna è un personaggio che mi è vicino da un punto di attitudine

Alessia Giuliani
Ripercorrendo le origini della sua carriera e la sua passione per la recitazione, Alessia Giuliani racconta di aver avuto una predisposizione fin da piccola, ma di non averci mai veramente pensato.

Fin da piccolissima Alessia racconta di essersi sempre sentita a suo agio sul palcoscenico. Quando era all’asilo, ricorda che se qualche suo compagno era più timido e non riusciva a dire le battute durante le recite, andava lei avanti recitando le battute di tutti, ma non aveva minimamente pensato al diventare attrice. Poi durante un’estate venne presa dal pubblico del suo villaggio vacanze per fare una scenetta e di seguito scrutinata per l’intera stagione e da lì ha iniziato a realizzare che sul palco ci stava bene.

Si iscrive all’Accademia di Belle Arti a Genova e proprio durante una lezione di pittura una sua amica la convince ad andare ad un’audizione per figuranti al Teatro Carlo Felice, il Teatro dell’Opera. Arrivata in anticipo, tutta sporca di pittura, si ritrova sul palco vuoto, in un teatro vuoto, e si mette a canticchiare e muoversi. Finché ad un certo punto non sente una voce provenire dalla platea. Era il regista che stava riposando. Lui le fa notare che ha una voce interessante e dovrebbe studiare seriamente e da lì è iniziato tutto.

Che consiglio darebbe Alessia Giuliani a coloro che vogliono intraprendere la carriera di attore?

Il primo consiglio che Alessia dà a chi vuole diventare attore, o comunque intraprendere una carriera nel mondo della recitazione, è quello di farlo solo nel momento in cui si rendono conto di non poterne fare a meno. Si tratta di un lavoro che è un po’ una montagna russa, come sottolinea Alessia, e bisogna essere molto ostinati, molto resilienti, nonché credere sempre che ci saranno momenti di alti, anche quando uno si sta attraversando uno dei tanti bassi.

La cosa che, in assoluto, mi sentirei di consigliare, ma che è una cosa che cerco di insegnare anche ai miei figli, è quello di avere tanta curiosità rivolta verso gli altri. Perchè poi ognuno si conosce più o meno, poi uno può fare anche psicanalisi e tutti i lavori di auto indagine, però gli altri sono sicuramente più interessanti di noi. E visto che questo mestiere riguarda poi raccontare le vite delle persone… domandarsi sempre perchè un personaggio dice e fa quelle cose […] e cercare di giudicare poco, anche se alle volte questa è una delle cose più difficili – e di rubare tutto da tutti, nel senso che la grande forza di questo lavoro è che in ognuno di noi c’è qualcosa che può essere d’ispirazione. Quindi stare concentrati sugl’altri e interessarsi veramente di cosa pensano, cosa fanno e di trovare sempre uno scambio continuo.

Alessia Giuliani

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Chiara

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