Giorgio Marchesi protagonista e regista a teatro con Il Fu Mattia Pascal!

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Uno dei romanzi più importanti di Luigi Pirandello che ha riscosso grande successo in diverse pièce teatrali, “Il Fu Mattia Pascal” viene interpretato e diretto da Giorgio Marchesi. Con le musiche eseguite live da Raffaele Toninelli e la sua creatività musicale, si tratta di uno spettacolo degno di nota che porta in scena un’atmosfera non realistica. Ambientando il testo lungo il ‘900 per assecondare la contemporaneità dei temi trattati.

Giorgio Marchesi protagonista e regista in teatro con Il Fu Mattia Pascal!

“Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e di ogni mio tormento.”
Sono state proprie le parole che Pirandello fa dire al suo protagonista a suggerirci la chiave per raccontare le vicende di Mattia Pascal. Abbiamo voluto sperimentare un linguaggio che potesse essere accessibile e appetibile a tutti, anche e soprattutto alle nuove generazioni. Con l’obiettivo di allontanarci dalla visione polverosa erroneamente associata ad alcuni capolavori letterari, abbiamo scelto un punto di vista vitale, dinamico e divertito di questo “caso davvero strano”. Insieme a Raffaele Toninelli, che ha creato una drammaturgia musicale sul testo, abbiamo dato vita a un’atmosfera non realistica. Non abbiamo voluto ambientare il testo precisamente nei primi anni del secolo scorso, abbiamo preferito rito traslarlo e trascinarlo lungo il ‘900 per assecondare la contemporaneità dei temi trattati nell’opera: il rapporto con la propria identità, oggi moltiplicata dai tanti “profili” di cui ormai ci serviamo quotidianamente per comunicare sui social. Ma anche la rinascita, dopo lo sconvolgimento delle nostre vite negli ultimi due anni.
“Mi trasformerò con paziente studio sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due volte, ma di essere stato due uomini diversi.” Pascal sembra chiedere quindi non solo un’altra possibilità, come spesso sogniamo tutti, di ricominciare da capo o di correggere gli errori del passato. Ma vuole anche “abitare” un’altra persona, nuova, diversa, sconosciuta. Da queste due frasi, da questi due spunti è nata l’idea di proporre al pubblico la storia di Mattia Pascal e Adriano Meis concedendoci la libertà di giocare con questi due personaggi e sottolineando l’umorismo presente nel testo, pur lasciando intatto lo stile e il linguaggio originali. Perché un testo, anche se un classico, rimane un pre-testo per comunicare col pubblico. E visto il momento storico, meglio farlo con leggerezza.

Giorgio Marchesi
Simonetta Solder

Noi di Survived The Shows abbiamo avuto il grande piacere di parlare con il regista e protagonista Giorgio Marchesi, il quale ci ha spiegato da dove è nata l’idea per questo spettacolo innovativo e pieno di sfide.

“In realtà l’idea viene dal produttore dello spettacolo che ci ha chiesto di fare una lettura da due estati fa, se non sbaglio. Io inizialmente Pirandello lo legavo sempre alla Sicilia, invece questo era ambientato a Miragno, in Liguria, e ho detto. ‘Beh, io che sono nordico già, lo posso fare’. Poi mi è piaciuto molto leggerlo e soprattutto ho visto che c’era moltissima ironia. Di solito si racconta molto la parte tragica, ma non quella divertente.

Quindi abbiamo fatto questa lettura con Raffaele, alla Garibaldina, dove ci siamo visti tipo ad una serata di jazz con improvvisazioni varie e abbiamo visto che funzionava e noi ci divertivamo. Poi ci abbiamo lavorato e cercato di darvi più una struttura proprio da spettacolo e adesso facendolo continuiamo un po’ a cambiarlo. Abbiamo dei momenti in cui improvvisiamo un po’ e anche sulle luci, insomma. Ogni sera cambia perché abbiamo i teatri, però insomma ci lavoriamo ancora.”

C’è una parte della storia che preferite portare in scena più di altre?

Dai, forse il casinò. Il casinò è molto divertente, poi è uno dei primi momenti. Ma anche l’inizio, la presentazione con lo scherzo che facciamo al pubblico, insomma, con il fatto che parte in un certo modo e subito dopo parte in un altro.

Commenti in pillole

Abbiamo avuto il piacere di vedere lo spettacolo al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (TV) e notato con piacere la grande dinamicità del progetto. Perfetta dizione e bravura nel coinvolgere e tenere l’attenzione dello spettatore da parte di Giorgio Marchesi e accompagnamento musicale di Raffaele Toninelli perfetto.

Menzione speciale al Teatro che ha ospitato lo spettacolo, un edificio d’epoca curato con uno staff attento ai dettagli. Progettato nel 1746 dall’architetto Francesco Maria Preti di Castelfranco Veneto (1701-1774), su commissione della Società degli Accademici e, in particolare, da Jacopo e Giordano Riccati, fu costruito, secondo il progetto pretiano, tra il 1754 e il 1780, ad eccezione della facciata e dell’atrio, aggiunti tra il 1853 e il 1858 su disegni dell’ingegnere Antonio Barea di Castelfranco, autore, nello stesso periodo, anche della ristrutturazione interna, funzionale alla messa di scena di spettacoli operistici. Ceduto dalla Società del Teatro al Comune di Castelfranco Veneto nel 1970 per la simbolica somma di 101.000 lire, fu restaurato dallo stesso Comune tra il 1973 e il 1977 e destinato a sede di eventi culturali.

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Desirèe

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