INTERVISTA ESCLUSIVA – Alessio Praticò racconta il suo Gori nella serie Sky Un’Estate Fa!

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Mistero, divertimento e tanta nostalgia nella nuova serie Sky Original UN’ESTATE FA, thriller transgenerazionale diretto da Davide Marengo e Marta Savina su un mistero che si dipana fra gli Anni ’90 e il presente, in uscita su Sky e NOW con nuovi episodi ogni venerdì a partire dal 6 ottobre. Noi di Survived The Shows abbiamo avuto il grande piacere di parlare con Alessio Praticò ricordando le origini della sua passione per la recitazione, i suoi progetti passati e futuri e il ruolo di Gori nella serie Sky Un’estate fa. Date un’occhiata all’intervista completa qua sotto!

Partendo dalle origini, come è entrata nella tua vita la passione per la recitazione?

ALESSIO PRATICO’: Questa passione è entrata molto, ma molto, presto perché ho avuto la fortuna di frequentare una scuola per l’infanzia che lavorava molto sull’aspetto legato all’arte e al teatro, quindi già all’età di di 4-5 anni, ho iniziato a ad appassionarmi all’arte drammatica. Quindi diciamo che questa passione me la sono portata dietro anche nel corso degli anni fino ad arrivare al momento in cui, dopo aver proseguito gli studi, preso il diploma di liceo scientifico e laureato in architettura – durante durante gli anni universitari facevo parte del laboratorio teatrale universitario diretto da Renato Nicolini e Mariu prati – ho metabolizzato la possibilità di di farlo diventare una reale professione.

Sono entrato alla scuola del Teatro Stabile di Genova, dove mi sono diplomato nel 2013 e alla fine, in questo momento, posso dire di aver fatto della mia passione una professione. Subito dopo il diploma, ho iniziato a lavorare. Il mio primo film è stata un’opera prima prodotta da Luca Guadagnino, Antonia, e poi da lì, sempre più lavori tra film per il cinema e serie tv.

Tra i progetti a cui hai lavorato fin’ora, ce n’è uno in particolare che ti porti nel cuore?

ALESSIO PRATICO’: Ogni esperienza, ogni lavoro me lo porto dentro perché, nel bene o nel male, mi hanno lasciato qualcosa e mi hanno dato tanto dal punto di vista della formazione, non solo professionale, ma anche umana. Quindi non saprei definirne o citarne uno in particolare, tutti mi hanno dato delle soddisfazioni. Tutti mi hanno permesso di poter crescere sotto tutti i punti di vista.

Se dovessimo parlare di ruoli dei sogni, quale sarebbe per me?

ALESSIO PRATICO’: Banalmente ti direi quelli che ancora non ho fatto, perché mi piacerebbe allargare la possibilità di narrazione e riuscire a coprire storie che ancora non ho affrontato e ruoli che ancora non ho potuto raccontare, anche più complessi.

Dal 6 ottobre abbiamo avuto modo di vederti nei panni di Gori nella nuova serie Sky Un’Estate Fa. Cosa ti ha colpito di più di questo progetto e del personaggio?

ALESSIO PRATICO’: È un progetto molto interessante perché fa quello che, secondo me, dovrebbe fare il cinema e la serialità, cioè quello di ibridare i generi. Un’estate fa è tante cose, un thriller e un cold case, una commedia romantica e un teen, e questa cosa riesce a raccontare proprio lo scibile dell’essere umano.

Nella fattispecie, il mio personaggio, Davide Gori è un vice ispettore, il braccio destro dell’ispettore Zancan. Va a seguire quella che è la linea investigativa della storia, un personaggio che si ritrova ad affrontare il suo superiore, che è un po’ un muro di gomma. Gori è una persona molto pacata, mite, gentile. Zancan ha dei modi un po’ burberi, un po’ da orso e anche nell’affrontare le indagini è uno che segna più l’intuizione e i metodi non convenzionali, mentre Gori è più analitico e preciso. Quindi insieme sono interessanti perché si incastrano bene e alla fine riusciranno a trovare un equilibrio e diventeranno un po’ il gatto e la volpe, creando dei momenti anche tragicomici che fanno parte poi della vita.

Parlando dell’esperienza di set per Un’Estate Fa, come la descriveresti? Con chi hai legato di più sul set?

ALESSIO PRATICO’: La descriverei come un’esperienza molto, molto bella. Intanto perché ho avuto la possibilità di conoscere nuovi nuovi colleghi e nuove persone, con molte delle quali il rapporto è andato oltre il semplice rapporto lavorativo. Tra questi direi il mio compagno di avventure, Paolo Pierobon, con il quale ho condiviso la maggior parte del lavoro, essendo la coppia di investigatori. Mi ha fatto davvero piacere poter lavorare con lui.

Anche il rapporto che si è creato, va oltre il rapporto professionale. E poi tanti, tanti altri colleghi che hanno fatto parte di questa avventura, alcuni con i quali avevo già lavorato e altri con i quali mi confrontavo per la prima volta e anche i registi Davide Marengo, con il quale avevo condiviso l’esperienza de Il cacciatore ed è stato un piacere ritornare a lavorare con lui e anche Marta Savina, con la quale non avevo mai lavorato ed è stata una bella scoperta.

Se dovessi scegliere un altro personaggio della serie da interpretare, quale sarebbe e perché?

ALESSIO PRATICO’: Forse il personaggio di Elio da giovane, il personaggio che deve raccontare Filippo Scotti, e quindi riuscire a raccontare la maturità di un avvocato cinquantenne che ritorna indietro e rivive il passato all’interno del corpo da giovane, però, mantenendo quella che è invece l’esperienza e la maturità conseguita.

Parlando invece di progetti futuri, hai qualcosa già che bolle in pentola e puoi condividere con noi oppure ancora tutto tace?

ALESSIO PRATICO’: Sono previste delle uscite, però ancora non conosco i tempi di uscita. Si tratta di un film, La festa del ritorno, con la regia di Lorenzo Adorisio, una storia familiare tratta dal libro omonimo di Carmine Abate. Un’altra uscita è una serie che ho girato, una serie Netflix dal titolo Briganti che dovrebbe uscire nel 2024.

Se dovessi dare un consiglio a tutti quei giovani tra i nostri lettori che vorrebbero intraprendere una carriera come attori, registi, scrittori o in generale nell’intrattenimento, che consiglio daresti?

ALESSIO PRATICO’: In generale, consiglio di non prendersi troppo sul serio, ma questo, secondo me, nella vita proprio. Tuttavia, direi di capire effettivamente quanto si è disposti al sacrificio perché intraprendere questo lavoro può sembrare un qualcosa di bello, straordinario e lo è in effetti, ma nasconde una serie di sacrifici, rinunce, anche e soprattutto nel momento iniziale della formazione, che è costante. E quindi da capire quanto si è disposti ad andare oltre quello che spesso può sembrare il nostro lavoro, fatto magari di Red carpet o.

Diciamo parti e quant’altro, no? Il chi fa, chi fa e vuole fare al meglio questo lavoro. Appunto, va oltre tutto questo, magari dall’esterno. Qualcuno può equivocare il lavoro dell’attore come quella cosa lì? No, c’è molto altro. C’è soprattutto tanto. Saper affrontare la frustrazione. Direi studiare, avere una base tecnica che aiuta poi a far uscire il talento e l’esperienza di vita che mettiamo al servizio dei personaggi e delle storie.

Continuate a seguirci per altre novità sul mondo dei film e serie tv!!!

Chiara

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