lunedì, Gennaio 23, 2023
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Outlander: 5×10 Mercy Shall Follow Me. Recensione

Buongiorno clan!! E’ finalmente arrivato il momento del nostro appuntamento settimanale preferito con il dramma storico-fantastico targato STARZ, Outlander. Siamo ormai quasi alla fine della stagione, e la tensione è sempre più alta e potente. I Fraser e i MacKenzie sono ora diretti verso una vecchia ma sempre valida battaglia contro il diavolo in persona, Stephen Bonnet. Cosa li aspetterà al Molo di Wylie? Oggi parleremo della decima puntata della quinta stagione, intitolata Mercy Shall Follow Me.

Attenzione: questa recensione contiene maggiori spoiler sulla decima puntata della quinta stagione e parziali riferimenti al quinto libro della saga “The Fiery Cross”

Siamo arrivati agli ultimissimi capitoli di questa stagione e io ho decisamente finito le parole per esprimermi e per descrivere che lavoro eccezionale ed estremamente dettagliato stiano facendo gli attori e tutta la produzione in questa quinta stagione, che si riconferma essere al suo massimo livello di intensità, adrenalina ed emozione. “Mercy Shall Follow Me” (La misericordia mi seguirà) rappresenta l’epilogo di una storyline fatta di paura, pericolo, minacce e azzardi con protagonisti i nostri amati Fraser e lo psicopatico pirata Stephen Bonnet che ci perseguita dalla scorsa stagione.

Come ho già ribadito più volte nelle recensioni precedenti, un valore aggiuntivo di queste ultime due stagioni e un punto di forza del lavoro di adattamento fatto sia su “Drums Of Autumn” sia su “The Fiery Cross” è proprio l’aver dato maggior spessore al personaggio di Stephen Bonnet e averne ampliato la storyline rispetto a quanto hanno fatto i libri di Diana Gabaldon dove, in particolare nel quinto libro, lo psicopatico pirata agiva per lo più da dietro le quinte e non era altro che un semplice ladro senza alcun obbiettivo nella vita se non quello di tormentare chiunque gli capitasse sotto mano e lo attirava. Considerando la poca presenza effettiva del personaggio al centro dell’azione e come, appunto, agisca da dietro le quinte, ho trovato estremamente giusto e direi lineare la scelta fatta nella serie di fondere le storyline che lo riguardano e chiudere la sua storyline adesso, invece che portare avanti la minaccia Bonnet per un’altra stagione come accade nel libro, rischiando di rendere la narrazione troppo piena e confusionaria. Per non parlare del suo carattere psicopatico e ossessivo, in cerca di qualcosa che non ha mai avuto come la ricchezza o anche solo una famiglia, che permette al personaggio di fare un notevole salto di qualità rispetto alla versione letteraria (anche grazie all’enorme potenziale recitativo di Ed Speleers che sarebbe un peccato non sfruttare) e permette al pubblico di provare ancora più odio, alimentato da quel pizzico di pena che molti criminali portano con sé.

Segnato dall’interpretazione sempre più magistrale di Ed Speleers nei panni di Bonnet e quella emozionante e sofferente di Sophie Skelton, oltre che da un geniale lavoro di adattamento della storia da parte della scrittrice Megan Ferrell Burke, questo episodio in particolare punta a scavare ancora più a fondo nella natura psicopatica e camaleontica dell’animo di Stephen Bonnet e portare una conclusione alla sua storia per mezzo di un episodio carico di adrenalina, emozioni e ansia, e che lascia anche un po’ a disagio per certi versi.

L’uomo, determinato al massimo ad ottenere la custodia del piccolo Jeremiah (di cui è convinto di essere il padre) e con esso la fortuna di Jocasta Cameron a River Run con l’aiuto dell’avvocato Forbes, tende una trappola ai Fraser, i quali a loro volta lo stanno aspettando al Molo di Wylie per incastrarlo e ucciderlo, e rapisce Brianna con l’intenzione di convincerla, che sia con le buone o con le cattive maniere, che il destino li vuole insieme, loro due e il piccolo Jeremiah. Brianna userà tutta la sua astuzia innata per tentare di persuadere il pirata a lasciarla andare, con la promessa di tornare da lui con il piccolo Jemmy, ma questa bugia non farà altro che innervosirlo, facendo emergere la sua vera natura, e spingerlo a compiere atti brutali a dimostrazione di quanto, per lui, lei non valga nulla e vendicarsi del rifiuto ottenuto. Grazie all’aiuto di una prostituta a servizio di Bonnet, i Fraser riusciranno a salvare per il rotto della cuffia Brianna e ottenere la tanto aspettata vendetta, con il pirata finalmente giustiziato secondo la legge e condannato a morire per annegamento, il suo peggiore incubo. Giustizia è stata finalmente fatta, ma non del tutto. Ed è proprio nel bel mezzo dell’atto finale che inaspettatamente vediamo un proiettile perforare il cranio di Bonnet, e in lontananza vediamo che è stata proprio la giovane Fraser a scagliare il colpo decisivo che determina una volta per tutte la morte del pirata. “Brianna, è stato per misericordia? O per essere sicura che fosse morto?” le chiede suo marito Roger. La verità è che non c’è e non ci sarà mai una risposta. Ma di questo parleremo meglio più avanti…

Stephen Bonnet è un villain caratterizzato da una complessa psicologia, spesso paragonato ed associato ad un altro antagonista storico in questa serie, ovvero Black Jack Randall, ma come anche i produttori esecutivi Maril Davis e Matthew Roberts suggeriscono nel commentario in seguito all’episodio (x), nel raccontare questo ultimo atto della storyline dello psicopatico pirata, vengono delineate alcune nette differenze che lo rendono unico nel suo genere. Bonnet, a differenza di Randall, è un orfano cresciuto per strada, senza avere mai avuto la possibilità di costruirsi un’identità, il che lo porterà a sviluppare una natura camaleontica, tentando di adattarsi a varie situazioni e contesti, assumendo (o per lo meno provandoci) le vesti più disparate, come anticipavo prima, in cerca di qualcosa che non ha mai avuto o sperimentato, come una famiglia o l’essere un gentiluomo, un posto nel mondo, ma senza mai riuscirci a causa della sua anima marcia e vuota. Estremamente significativa a questo riguardo è tutta la sequenza nella residenza di Bonnet ad Ocracroke, quando chiede a Brianna di insegnargli ad “entrare nel suo mondo e in quello di Jeremiah” perchè non saprebbe mai come insegnare ad un bambino come farsi strada nel mondo. E’ così ridicolo nel suo tentativo di sembrare un gentiluomo che ti fa quasi provare pena per lui. Inoltre è sempre in questa sequenza che vediamo l’emergere del tratto innato dell’astuzia dei Fraser-MacKenzie in Brianna, quando ritrovatasi sola con lui, racconta a Bonnet la triste storia di Moby Dick, rievocando la sua fobia dell’acqua e l’incubo dell’annegamento per tentare di disarmarlo e spaventarlo.

Oltre a raccontare l’epilogo della storia di Stephen Bonnet, questo episodio ripropone in un certo modo il quesito dello scorso episodio su mostri ed eroi, andando a concludere questo ulteriore capitolo. “E quindi il mostro prevale? E Achab annega?” “Ebbene dipende quale dei due ritieni sia il mostro. L’uomo deciso a vendicarsi o la balena che viene braccata” risponde Brianna ad un Bonnet apparentemente incuriosito dalla storia come un bambino di fronte ad una fiaba. Questa risposta porta alla conferma del fatto che, come l’uomo ribadisce poco prima, “ogni storia ha due versioni“, ma non necessariamente sono entrambe giuste.

Jamie e Roger possono essere considerati mostri per aver brutalmente ucciso gli uomini di Bonnet e impedendogli di realizzare il suo sogno di avere una famiglia e la tanto attesa ricchezza, in una versione della storia, ma allo stesso tempo, sono gli eroi della loro versione della storia (quella giusta, ovviamente) perchè si sono sacrificati e hanno lottato con tutte le loro forze per salvare Brianna e rivendicare tutte le cose brutali che quell’uomo le ha fatto. Roger che si impone, dicendo a Jamie che vuole essere lui ad uccidere Bonnet perchè Brianna è sua moglie e si sente in dovere di vendicarla è stato un momento estremamente importante in questo frangente, mostrandoci la rinnovata volontà di Roger di lottare per la sua famiglia, diventando l’eroe della sua storia, e lo sviluppo ulteriore che sta compiendo il personaggio. Approfitto inoltre del momento per dire che ho adorato tantissimo vedere la complicità e stima reciproca di Jamie e Roger in questa missione, ERA ORA!!! Broship della vita. Jamie che osserva Roger tutto orgoglioso mentre sta lottando contro gli uomini di Bonnet o quando stende a tappeto Bonnet stesso è un po’ tutti noi, una grande conquista, come dicevo anche nella scorsa recensione, visto l’inizio del loro rapporto. “Se cadrai, Roger Mac, sappi che ti vendicherò” “E se cadrai tu, ti vendicherò”

Altro momento significativo per cercare di delineare la dicotomia mostro-eroe è quello della visita dell’avvocato Forbes a River Run, che se all’inizio può sembrare innocua, si rivela in seguito essere di tutt’altra natura. Pieno di risentimento per il modo in cui era stato rifiutato da Brianna e ignorato da Jocasta e fomentato dalle promesse e illusioni di Bonnet, l’avvocato è convinto di meritare parte della fortuna di Jocasta e quando la donna gli comunica la sua intenzione di assegnare parte della fortuna ai Fraser, non risponde di sé e tenta di soffocarla. Prontamente in soccorso della padrona arriva Ulisse, suo maggiordomo fidato, che uccide Gerald Forbes senza pensarci due volte. Anche loro, come nel caso di Roger coi pirati, possono essere considerati eroi o mostri in base a come la storia viene raccontata, ma alla fine la versione giusta è solo una: Ulisse ha agito con onore e coraggio salvando la sua padrona da un’ingiusta morte e uccidendo colui che, dal loro punto di vista (e credo proprio da quello di tutti), era il mostro della loro storia. Mi ha commosso moltissimo il momento in cui il servo, credendo Jocasta morta, si lascia pervadere dalla disperazione e la chiama sussurrando il suo nome nella speranza che non se ne fosse davvero andata, un segno di grande affetto e rispetto nei confronti della sua padrona.

Ultimo, ma non di certo per importanza, parliamo della scelta e dell’azione finale di Brianna. Come già anticipavo prima, il finale ci lascia con una domanda a cui ognuno di noi può dare una risposta diversa, in base alle proprie sensazioni. A seguito della cattura di Stephen Bonnet, sta a Brianna scegliere cosa farne di lui, come è suo diritto. Come suggerisce anche Diana Gabaldon in un’intervista a Parade.com, suo padre Jamie e suo marito Roger vorrebbero ucciderlo al posto suo, essendo dell’idea che uccidere qualcuno a sangue freddo non sia qualcosa che una giovane ragazza di buona famiglia dovrebbe fare, a meno che lei non lo voglia davvero, ovviamente… perchè in quel caso è del tutto suo diritto farne ciò che vuole, che sia tagliargli la gola, pugnalarlo al cuore a suo piacimento. Brianna però, conosce i suoi protettori così bene da sapere, allo stesso tempo, non sarebbe così facile per loro ucciderlo, così decide di affidare il tutto alla legge, permettendo che venga fatta giustizia senza provocare ulteriori danni o sensi di colpa. Sarà dopo svariate ore dalla sentenza che la giovane Fraser, come già anticipato, si presenterà sul luogo e sparerà al pirata in pena, uccidendolo definitivamente. Lo ha fatto per pietà o per assicurarsi che fosse morto? Non è proprio una risposta facile a cui rispondere. Diciamo che è un po’ entrambe le cose. Voleva essere sicura che morisse e uscisse per sempre dalle loro vite, ma allo stesso tempo provava un pizzico di misericordia e pietà per un’anima marcia come la sua. Volendo i due sentimenti possono anche considerarsi complementari, se teniamo presente quanto Jamie aveva detto alla figlia nella scorsa stagione riguardo la vendetta: “L’unico modo in cui potrai trovare la pace è con il perdono”. Brianna decide di sparargli per pietà, sì, essendo a conoscenza della sua fobia di annegare e della sua storia in generale, e questo gli permette di perdonarlo e donare finalmente la pace alla sua anima, ma allo stesso tempo quest’azione finale costituisce in qualche modo una vendetta personale per Brianna, quindi… che dicevamo?

Quindi, che dire? Un episodio davvero intenso, perfettamente in linea con l’alto livello di adrenalina ed emozione, nonché di qualità, degli episodi di questa seconda metà di stagione e che lascia tante aspettative e ansie per le puntate finali. Seppur mi mancherà tantissimo Ed Speleers in tutta la sua bravura (e non solo), e abbia provato un pizzico di pena per Bonnet, vederlo picchiato, giustiziato e appeso come un salame in mezzo all’acqua, sofferente a causa della sua fobia per l’annegamento, e con tutta la gente che se ne va è stato di una goduria infinita. La vendetta che i Fraser da tempo meritavano.

Alla prossima puntata!

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