domenica, Ottobre 2, 2022
HomeAnticipazioniOutlander: Gioie, drammi, rivoluzione e sofferenze. Il cast ed i produttori anticipano...

Outlander: Gioie, drammi, rivoluzione e sofferenze. Il cast ed i produttori anticipano cosa aspettarci dalla Stagione 6 al PaleyFest LA virtuale!

I protagonisti di Outlander, Caitriona Balfe, Sam Heughan, Sophie Skelton e Richard Rankin in compagnia dei produttori esecutivi Matthew Roberts e Maril Davis e niente meno che Diana Gabaldon, colei che ha dato inizio a tutto con i suoi libri, si sono riuniti in occasione di un panel virtuale per il Paley Fest, discutendo le prospettive per la prossima stagione e le tematiche maggiori della quinta stagione.

Un evento molto atteso per i fan della serie (che avrebbe dovuto svolgersi in realtà in presenza lo scorso marzo a Los Angeles), visto e considerato che, a causa della pandemia, gli attori non sono ancora potuti rientrare sul set né partecipare a convention o altri eventi che, da sempre, colmano il vuoto lasciato dalla fine della messa in onda della stagione e l’inizio del cosiddetto Droughtlander con foto, video e novità esclusive.

Moderato dalla giornalista di TV Guide Magazine, Kate Hahn, il panel si è aperto con un piccolo momento celebrativo per tutti i fan che continuano a seguire la serie con così tanta passione fin dal suo debutto sei anni fa. Dalla bellissima storia d’amore oltre il tempo tra Jamie e Claire, e tutte le vicende che si trovano ad affrontare, la serie “non si ferma mai” dice Sam Heughan (Jamie Fraser) “Si espande attraverso generi diversi – passando dalla Scozia del 18esimo secolo, alla corte francese, poi i Caraibi e ora in America”

Molto interessante la risposta dell’autrice dei libri, Diana Gabaldon, che, di fronte alla domanda se avesse in qualche modo creato appositamente il contrasto tra le due coppie principali della serie, ci tiene a specificare che lei non “crea” i personaggi ma semmai li “trova” e questi poi sviluppano strati e livelli mano a mano che si va avanti con la storia, e nel caso specifico di Roger e Brianna, il loro rapporto è caratterizzato da elementi diversi rispetto a quello tra Jamie e Claire per via anche di come si sviluppa la “scoperta” personale di loro stessi.

I produttori esecutivi Matthew Roberts e Maril Davis hanno riservato parole d’omaggio sia per la Gabaldon in primo luogo, che con il suo immenso libro ha fornito vari spunti interessanti e un gran bella sfida nella creazione della sceneggiatura, a partire dalla ricerca di un tema di base per il quale è servito un duro lavoro di ricerca, sia per lo scenografo Jon Gary Steele (per cui la quinta è stata l’ultima stagione come scenografo della serie), che a detta della Davis continua a superare se stesso e spingere alla massima potenza tutto ciò che abbiamo creato” con i suoi lavori, sia per la nuova costumista Trisha Biggar, che si è trovata davanti ad un compito molto rischioso sostituendo la storica costumista della serie Terry Dresbach ed è riuscita a creare “un suo stile unico” ricalcando però lo stesso stile che sempre contraddistinto il guardaroba di Outlander.

“Penso che ogni anno continuiamo in qualche modo a superare noi stessi. […] Quest’anno ci siamo trovati a dirlo [di aver raggiunto il massimo del livello] perché “ehi, siamo in America ora, sarà tutto più facile” e invece continua a diventare sempre più complicato, ma è questa la cosa che ci porta tutti ad amare la serie e ci spinge a recarci al lavoro ogni giorno e dare il meglio di noi stessi, sia per noi stessi che per i fan che si aspettano determinate cose”.

Maril Davis sulla produzione della serie arrivati alla Stagione 6

Nel discutere i momenti più importanti e drammatici della scorsa stagione, Caitriona Balfe racconta com’è stato affrontare la parte medica più nello specifico in questa stagione con tanto di ambiente e strumentazione, sottolineando come sia stato stimolante e “d’aiuto per un attore avere un ambiente così ricco in cui lavorare che sembri così reale […] sono semplicemente quei piccoli dettagli che sono così vitali nel darti una tela così ricca su cui lavorare” e aiutano a modellare il personaggio in quello specifico contesto, come dice la Balfe, la quale inoltre menziona anche il ruolo fondamentale svolto dalla consulente medica di Outlander grazie alla quale non sarebbe stata in grado di emulare determinati interventi medici; Con Sam Heughan si è discusso invece in particolare il momento di svolta in cui Jamie si trova in fin di vita per il morso di un serpente, riguardo il quale l’attore si è detto affascinato dalla conversazione che si è generata con il dipartimento di trucco riguardo ciò che succede ad un corpo quando viene morso da un serpente e l’aspetto che assume; Sophie Skelton, che ha avuto una delle linee narrative più struggenti e complicate di questa stagione, illustra la sindrome post-traumatica di Brianna, come “si possa mettere un proiettile in un uomo ma non un proiettile in ciò che è successo”, e la consolazione portata dalla morte di Stephen Bonnet proprio per mano della giovane Fraser; E infine abbiamo quello che noi di Survived the shows definiremmo “l’uomo della stagione”, Richard Rankin, il quale spiega come il cambiamento che si vede ad ora in Roger rispetto anche alla scorsa stagione sia dovuto più che altro a “un accumulo di tutto quello che ha avuto affrontare”, come ha detto Rankin, anche se a livello catartico l’impiccagione è stata molto influente nella visione della vita del giovane MacKenzie perchè gli ha riportato tutto alla mente, cercando di ritornare ad essere quello che era prima ma poi ritrovarsi ad abbracciare il cambiamento e riscoprire una versione nuova di sé.

La quinta stagione è segnata anche da importanti esperimenti per quanto riguarda la gestione dei traumi a livello sia di sceneggiatura ma anche visuale. Le esperienze traumatiche, come sottolinea Roberts, sono situazioni in cui è necessario entrare nella mente dei personaggi, e arrivati alla quinta stagione non c’è più spazio per l’uso di monologhi interiori fuori campo e c’è bisogno di uscire dalla propria zona di comfort e rappresentare visualmente lo stato mentale dei personaggi, i loro pensieri e le loro emozioni. In particolare, oggetto di sperimentazioni sono l’episodio 8 “Le ultime parole famose”, girato come se i flashback riguardanti il trauma dell’impiccagione di Roger fossero scene di un film muto, e l’episodio 12 “Mai, amore mio”, per il quale è stato usata una tecnica dissociativa attraverso cui vediamo Claire affrontare le terribili violenze e molestie che le vengono afflitte dai suoi rapitori.

“Per l’episodio 8, in realtà l’abbiamo girato in entrambi i modi [sia flashback sia in versione film muto] dal momento che lo studio e il canale erano un po’ preoccupati che la versione con il film muto non trasmettesse le stesse cose del libro, ma secondo noi sì [trasmetteva le stesse cose] quindi abbiamo chiesto agli attori di girare il tutto in entrambi i modi ed è stato una sfida anche per loro, passare dal girare una scena come fosse un flashback a girarla in versione film muto”.

Matthew Roberts parlando degli esperimenti visivi e narrativi per raccontare il trauma di Roger

Rankin sottolinea inoltre come, dal punto di vista delle riprese [dell’episodio 8], ci fossero molti elementi complicati, a partire dal fatto che “ti venisse puntata la telecamera ad un palmo di distanza agli occhi, e dovevi continuare a mantenere la concentrazione e la tensione in alcuni momenti – E’ stato rischioso, ma allo stesso tempo audace”.

Parlando del trauma vissuto da Claire e la condizione in cui si trova dopo il salvataggio, Caitriona Balfe ribadisce come dal punto di vista della sceneggiatura sia servito tempo per trovare un compromesso e la giusta prospettiva per affrontare un argomento così delicato così da trattarlo nel modo giusto. L’attrice sottolinea anche di aver insistito affinché Claire non avesse troppo dialogo nella sequenza onirica, in modo da trasmettere meglio il suo dissociamento. Sam Heughan aggiunge anche come si sia parlato e lavorato molto sul consenso, e sullo stabilire quando Jamie potesse toccare Claire vista la sua debolezza fisica e psicologica, come si è potuto vedere chiaramente nella scena finale della quinta stagione.

Ma passiamo alle novità scottanti che tutti stiamo aspettando! Cosa possiamo aspettarci davvero dalla Stagione 6?

Come anticipa Roberts, con la famiglia Fraser ora unita più che mai nell’amore e nei traumi, ci avviciniamo sempre di più alla temuta Rivoluzione Americana, che vedrà le sue prime battute proprio nella Stagione 6, e in tutto questo i Fraser e MacKenzie continuano a mettersi in gioco e compiere rischi per aiutare le persone del Ridge, arrivando come al solito al generarsi di mille mila dinamiche. “Ci saranno gioie, ma sapete, come Diana può benissimo dirvi, ci saranno drammi, ci saranno sofferenze, ci saranno lacrime e così via”.

La collega produttrice Davis aggiunge per altro che la cosa bella del sesto libro, che sarà usato come base per la sceneggiatura della sesta stagione, è che “c’è molto materiale per tutti”. L’amore tra Jamie e Claire diventa sempre più solido e profondo, Roger e Brianna continuano nel loro percorso, che vedrà qualcosa di divertente e nuovo in arrivo, sempre a detta della Davis, e persino Lizzie sarà protagonista di una serie di dinamiche davvero interessanti. E da non dimenticare la Gabaldon che qualche mese fa durante un’intervista aveva confermato l’arrivo di un personaggio attesissimo dai lettori dei libri nella sesta stagione: Malva Christie. Cosa possiamo volere di più?

Magari potrebbe esserci anche un nuovo taglio di capelli o forse una nuova parrucca più bianca per Claire” così ha lanciato la bomba Caitriona Balfe, quando le viene chiesto per cosa è più emozionata al pensiero di tornare a girare la sesta stagione. A qualcun’altro, invece, credo proprio che non servirà la parrucca, e sì, stiamo parlando di te, Richard Rankin, il quale durante tutti questi mesi si è lasciato crescere una bella chioma in perfetto stile Roger Mac. Magari con questo bonus i produttori chiuderanno un occhio sul fatto che siamo con le riprese ormai alle porte e Rankin non ha ancora letto il sesto libro….

Come al solito, sia cast che produttori sono molto speranzosi riguardo un possibile rinnovo della serie oltre la sesta stagione, ma ho trovato particolarmente incoraggiante e bello quanto detto in chiusura dal produttore esecutivo Matthew Roberts, il quale si è detto estremamente grato e ancora incredulo di fronte all’essere arrivati fino alla sesta stagione, e “toccando ferro, ne avremo altre ancora” continua il produttore. Ma dubito che con la grande risposta che ha ricevuto questa grandiosa quinta stagione, nessuno dalla STARZ risponda al primo colpo!

Potete guardare l’intero panel qui sotto!

https://www.youtube.com/watch?v=jaSWflm8kh4&t=799s

Nella speranza di rivedere presto la nostra serie sui viaggi nel tempo preferita, continuate a seguirci per ulteriori novità su Outlander e il suo cast!

Chiara

Non dimenticate di visitare la nostra pagina Facebook Survived The Shows e mettere mi piace per rimanere sempre aggiornati!

Chiara Lombatti
Chiara Lombatti
Quando l'odio per il genere umano di Cristina Yang e la deduzione di Sherlock incontrano le ansie di Randall Pearson e il multilinguismo di Jamie Fraser (ma con i ricci di Claire Fraser e la voce di Kate Pearson). Traduttrice e articolista con l'amore per il cinema, le serie TV ed i bei libri.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Latest articles