ESCLUSIVA: Nicole Rossi racconta la grande sfida del portare una parte di sé sullo schermo interpretando Asia in Skam Italia 5! – INTERVISTA

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Chi di noi non vorrebbe cominciare la propria carriera da attrice nella propria serie TV preferita? Nicole Rossi può dire di aver lottato a fondo finché non lo ha reso possibile, un po’ come la sua Asia in Skam Italia 5, quel personaggio che può sentire davvero suo in quanto racconta anche una parte di sé, la sé 16enne con tanto da dire ma anche con un po’ di tenerezza che forse le mancava.

Noi di Survived The Shows abbiamo avuto il grande piacere di fare una chiacchierata con Nicole Rossi, new entry nel cast di Skam Italia 5, che ha condiviso con noi quegli aspetti più personali che la legano al personaggio di Asia, cosa più l’ha affascinata fino a convincerla ad unirsi alla serie e cosa possiamo aspettarci da Skam Italia 5!

ESCLUSIVA: Nicole Rossi racconta Asia in Skam Italia 5! – INTERVISTA

Qual è stato l’elemento principale del personaggio di Asia e della serie in generale che ti ha fatto dire sì e ti ha portato a unirti a Skam Italia 5?

NICOLE ROSSI: Allora io ero già fan sfegata di Skam e conoscevo già la penna magica di [Ludovico] Bessegato e quindi in realtà sono stata io a cercare in tutti i modi di convincere che Asia fosse un personaggio fatto per me.

Quando mi è arrivato il casting di Skam io ero già già lì. Ho detto, ‘potrei far parte della serie che mi ha rubato il cuore e la serie che secondo me in Italia è più necessaria in assoluto’, quindi è stato più il contrario, sono io che ogni volta che andavo al provino dicevo, ‘Dai metticela tutta. Perché potresti far parte di questo progetto incredibile’.

E l’elemento che mi ha convinto in assoluto di Asia è stato il fatto che praticamente lei era me a 16 anni. Forse con alcune certezze in più rispetto a me, soprattutto sulla sua identità estetica, ma con alcune debolezze in più rispetto a me. E quindi l’idea di poter conciliare queste due parti, che non sono riuscita a fare quando ero io adolescente, perché ero in piena crisi dovuta a tutti gli elementi sociali e poterlo fare con un personaggio è stata una bella sfida.

Per coloro che non hanno ancora guardato la quinta stagione di Skam Italia, come la descriveresti usando tipo 3 parole?

NR: Tre parole sono poche, però ce la posso fare. Abbiamo scoperto in questa stagione che conta più l’ascolto che quello che dici. Quindi i tre elementi chiave secondo me sono la delicatezza, l’essere diretta e l’ascoltare tanto quelle che sono le esigenze di una società come la nostra.

In queste ultime settimane, il tema centrale a Skam Italia 5, ovvero il percorso di autoaccettazione che Elia si trova ad affrontare per le dimensioni del suo pene inferiori alla media, ha sollevato diverse polemiche e critiche. Tu che ne pensi di questa tematica, eri già a conoscenza di questa problematica sociale oppure ti sei informata a riguardo appositamente per questo progetto?

NR: Allora sicuramente lo conoscevo, però non ci avevo mai dato molta attenzione perché penso che il problema un po’ degli esseri umani che poi si diverta anche nell’attivismo che facciamo, è che spesso tendiamo a dare priorità e a pensare più in maniera più specifica ai problemi che ci toccano personalmente, ed essendo donna non l’avevo mai valutata come una problematica. Non mi ci ero mai soffermata più di tanto. Di dimensioni si parlava quando eravamo ragazzi, ma non mi rendevo conto di quanto in realtà un ragazzo ne potesse soffrire. Qua nel caso di Elia poi parliamo di una vera e propria malattia che può comportare anche altre cose.

La reazione, io credo che sia stata umana, nel senso non c’è una reazione giusta o una sbagliata. Quello che un po’ mi ha ferito, facendo parte del progetto, ma anche da attivista, è la poca empatia con cui è stata criticata. Io credo che a prescindere dalla comprensione o no di un problema, quello che dobbiamo fare è sempre cercare di essere empatici e pronti all’ascolto, e a cogliere ciò che qualcun altro ha da dire. E’ innegabile che ci sono delle persone magari più privilegiate di altre, ma tutti quanti abbiamo delle fragilità che meritano di essere ascoltate, perché poi contribuiscono a rendere questo mondo più difficile, se non le riesci a superare, ad accettare.

Per questo l’ho accolta subito come tematica. Perché secondo me era proprio un fulcro perfetto. È un tema che non si è mai sentito, a tratti controverso, ma che in realtà non è altro che una fragilità come un’altra.

In questo caso parliamo di pene, ma possiamo parlare di peso, di orecchie più grosse, di un naso più aquilino. Forse la vera differenza è che parliamo di una parte del corpo che non si vede ma che fa parte di una persona in maniera intrinseca e questo prende la difficoltà nel portarlo alle persone, nel raccontarlo alle persone e la rende ancora più grossa perché è una cosa che associamo sempre a un tabù. Quindi hanno usato la forma geniale di affrontare più di una dinamica secondo me.

Parlando nello specifico di Asia, qual è stata per te la maggior sfida nell’affrontare il ruolo di Asia?

NR: La maggiore difficoltà è stata il fatto, appunto, che lei mi ricordasse molto me e come tale, io avevo bisogno di raccontarla con tenerezza. Perché io da ragazzina ero come lei, una ragazza molto diretta, che sapeva quello che voleva, che sapeva come raccontarla e viveva ogni situazione con un grande fuoco dentro che a volte era difficile da domare e che in qualche modo ustionava anche gli altri che stavano vicino a lei.

Quindi non volevo contenerla, volevo lasciarla andare, ma allo stesso tempo darle quella tenerezza che forse tante volte i miei non mi avevano dato quando ero più piccola e io cercavo con qualche sguardo, con qualche gesto di far trapelare questa fragilità che aveva anche lei e ovviamente si nota attraverso questi piccoli gesti. In più volevo renderla diversa dal modo di approccio un po’ alla Skam, cioè volevo rendere un po’ di biascicona, disordinata. Perché sai, quando ti immagini un rappresentante d’istituto, spesso ci si immagina [una persona] impostata che sta sempre sui libri a capire che campagna elettorale fare. Io volevo fare una ragazza adolescente normale ma che gli interessa la politica e ha bisogno di di portarla a scuola

Asia nel corso della stagione ha modo di confrontarsi sia con la dolce anima di Viola, ma anche con Elia. Com’è stato lavorare con Francesco Centorame e Lea Gavino e costruire questi rapporti sullo schermo tra i vostri personaggi?

NR: Francesco è un talento incredibile, ma proprio a livello umano, oltre che professionale, io mi ricordo che con Lea e alle altre ragazze, Camilla e Benedetta, avevamo in comune il fatto che eravamo tutti agitatissime perché era la prima nostra grande esperienza e non sapevamo davanti a cosa ci saremmo potute trovare. Quindi spesso ci ritrovavamo al bar a parlare di quello che ci faceva più paura e cercare insieme di trovare delle soluzioni emotive. E quando siamo arrivati sul set, Francesco è stato veramente un Cicerone, perché era sempre tranquillo. Cioè nonostante avesse una stagione così importante sulle spalle, non c’è stato un giorno in cui l’ho visto esaurirsi, agitarsi e di conseguenza questa sua tranquillità tranquillizzava pure noi.

Con Lea è stato un percorso parallelo. Lei sicuramente era più consapevole rispetto a me su tante cose e questa consapevolezza mi ha aiutato proprio a capire cosa potesse servire a Viola da parte di Asia come personaggio e Francesco invece, con la sua tranquillità, mi ha fatto sentire subito a casa e da fan non era facile.

C’è qualche aneddoto dalle riprese di Skam Italia 5 che ti è rimasto particolarmente nel cuore e vorresti condividere con noi?

NR: Oddio ce ne stanno troppi [ride]. Ce n’è uno che però è avvenuto fuori dal set. Mi ricordo, siamo andati a fare un aperitivo con Nicholas Zerbini (Luchino), Francesco [Centorame, Elia] e Lea [Gavino, Viola], e c’era la musica in sottofondo mentre facevamo questo aperitivo e io e Luchino abbiamo iniziato a fare una gara di freestyle – non io e Luchino, io e Nicholas, questo è l’effetto Skam – con le sopracciglia per vedere chi dei due andava più a tempo in musica muovendo le sopracciglia. Questo per dirti come si passa da momenti di totale leggerezza a momenti dove stai a parlare del mondo.

Se dovessi scegliere un altro personaggio, a parte Asia, che ti sarebbe piaciuto interpretare in Skam Italia, quale sarebbe e perché?

NR: Sana mi fa impazzire come personaggio, ma forse avrei voluto interpretare Martino. Sia dal punto di vista maschile, fossi stata maschio, ma dal punto di vista anche femminile, perché credo che ci sia bisogno di storie come quella di Martino, come fossero un megafono. Quindi se potessi riraccontarla lo farei altre 300 volte.

Se dovessi dare un consiglio a tutte quelle persone tra i nostri lettori che vorrebbero intraprendere una carriera nella recitazione o più in generale nell’intrattenimento, che genere di consiglio daresti?

NR: Questa è una domanda importante perchè cerco di farlo tutti i giorni anche sui miei social. Non necessariamente in questo settore, ma io credo che la cosa fondamentale in ogni lavoro sia mantenere dei punti fermi su chi sei e seguire quelli.

Perché anche se a volte sembra assurdo e ci sono molti stereotipi sulla raccomandazione, o è un lavoro complicato, serve questo, serve quest’altro, in realtà l’unica cosa che serve è la tenacia, lo studio e una buona dose di fortuna. Ma come diceva Macchiavelli ” la fortuna va in testa alla virtù”, quindi se tu mantieni la tenacia e quello in cui vuoi arrivare, ti dai a quel lavoro con tutta l’anima e passione ce la fai. Il mio consiglio è di sfruttare tanto le piattaforme web che ci sono ad oggi, perché sebbene ci siano tanti che ancora le banalizzino, Skam è anche quello un prodotto nato da lì, da situazioni web. Quindi se si usano in modo intelligente oggi sono un aiuto enorme.

L’intervista è stata modificata per questioni di lunghezza e chiarezza.

Che ne pensate di ciò che Nicole Rossi ha raccontato su Skam Italia 5? Continuate a seguirci per altre novità sul mondo delle serie TV e dei film!

Chiara

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