INTERVISTA ESCLUSIVA – Aurora Ruffino racconta la sua Lidia nella misteriosa Black Out – Vite Sospese!

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Aurora Ruffino Black Out

Black Out – Vite Sospese, la nuova fiction italiana della Rai che vede come protagonisti Alessandro Preziosi, Aurora Ruffino e altri, ha debuttato lo scorso lunedì 23 gennaio. Noi di Survived The Shows abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con Aurora Ruffino riguardo la sua esperienza nella fiction Black Out e molto altro!

Aurora Ruffino – Foto di Maddalena Petrosino / Gioielli Crivelli /Abito Alberta Ferretti / Coordinamento studio Marver /Hair Alessandro Rocchi @simonebellimakeup / Makeup Charlotte Hardy @simonebellimakeup
Location hotel Valadier Roma

Qual è l’elemento principale nel personaggio di Lidia Ercoli e di “Blackout” in generale che ti ha affascinato di più e ti ha fatto accettare il ruolo?

Allora ciò che più amo io di Lidia è sicuramente la complessità con cui è stato pensato il suo personaggio. E proprio costruito il personaggio, perché lei all’inizio della serie è una ragazza molto semplice, anche un po’ ingenua, non consapevole di sé, anche delle scelte di vita che fa quello che succederà. La catastrofe della valanga, il lutto, diciamo legato alla persona che ama più la una notizia. Lei riceve una notizia il giorno della valanga che le sconvolge già la vita.

Tutte queste cose che dovrà vivere più anche la pressione legata al fatto di essere l’unica figura che rappresenta le forze dell’ordine tra il gruppo dei sopravvissuti, la porterà ad avere una pressione esterna da parte delle persone che cercano da lei delle soluzioni che ovviamente non può. Non può trovare da sola più la situazione personale che deve vivere da sola. La porteranno ad avere questa crisi? Una crisi esistenziale di identità molto forte.

Da questa crisi lei dovrà prima toccare il fondo e da questo fondo, poi piano piano riuscirà a ritrovarsi. e a rinascere diventerà una donna consapevole. Quindi la cosa che mi piace di lei è proprio questa. Complessità con cui è stato costruito il personaggio è e che ho trovato diciamo molto ehm sincronico, col momento di vita anch’io che sto vivendo.

Aurora Ruffino nei panni di Lidia in Black Out – Vite Sospese – Foto: Rai / Eliseo Productions

In cose siete più simili tu e Lidia, e in cosa siete più diverse come esseri umani?

Ma diciamo che una cosa che ho in comune con Lidia è proprio questa capacità, anche di saper guardare in faccia alla crisi no? Saper sopportare quindi attraversare a non scappare dalla da ciò che fa male. Ma proprio la capacità di stare anche quando quello stare può far male, eh per poi trovare la forza, ecco di riprendersi da sé da sole, quindi è una cosa. E l’ho vissuta prima con lei. Questa crisi personale, anche esistenziale, e poco dopo l’ho vissuta io e quindi è stata una cosa simile, diciamo che mi ha fatto sentire. Mi ha aiutato anche a capirla un po di più sinceramente.

Sicuramente siamo diverse nel senso che lei fino a quando succede diciamo questa tragedia ha sempre preso delle decisioni nella vita sulla base di ciò che potevano pensare gli altri. Anche la decisione di diventare carabiniere lei l’ha presa per compiacere suo padre, perché? Suo padre ha sempre desiderato, magari il figlio maschio e lei ha sempre cercato il suo amore. Provando a compiacerlo in ogni modo, no. Quindi anche la sua scelta di diventare carabiniere in realtà l’ha presa proprio per cercare di avere ancora di più quell’amore, quell’affetto da suo padre, mentre io invece sono sempre stata abbastanza indipendente nelle mie scelte.

Ho sempre fatto tutto con la mia testa, andando anche a sbattere bella forte contro il muro. Però sono sempre stata una testa indipendente e questa è una cosa che che apprezzo. Fa parte del mio modo di essere pensare che, anche se commetto degli errori per me non sono errori ma sono lezioni di vita. Qualunque scelta abbia fatto l’ho fatta perché lo volevo io e questo mi rende diversa da Lidia.

Ti sei sentita subito a casa sul set de “Blackout”? Ci puoi dire con chi hai legato di più?

Sì, mi sono sentita subito a casa. Le riprese sono iniziate con me e Michael Lumière, che è l’attore francese che interpreta Karim ed è la persona con cui ho ho avuto più scene durante durante le riprese, quindi abbiamo iniziato io e lui subito esattamente un anno fa perché abbiamo iniziato a girare a fine gennaio e poi fino ad Aprile.

Siamo rimasti lì a Fiera di Primiero e dintorni ed è stato bellissimo. Mi sono divertita molto, anche se è stato anche faticoso, perché delle giornate il freddo era veramente tosto e si faceva proprio fatica a non battere i denti mentre si dicevano le battute. Però io mi sono divertita tantissimo e ho legato molto con Michael, ho legato anche con tutti gli altri attori: con Alessandro che è simpaticissimo e con la troupe. Alla fine si viveva insieme sia sul set che fuori dal set. Quindi si creano sempre delle famiglie che hanno una durata ben precisa. Però all’interno di quei mesi si creano delle dinamiche delle relazioni molto forti e quindi è molto bello.

Cosa ci puoi raccontare del tuo personaggio: Lidia?

Allora di Lidia un po’ già vi ho raccontato, ma vi posso raccontare di lei che è una carabiniera della della valle del Vanoi, un paesino, molto piccolo, una zona in Trentino. La non è che ci siano grandi cose da da risolvere, quindi è una ragazza molto semplice e innamorata di un uomo che purtroppo non può, non riesce a darle quell’amore che lei cerca. Quindi vive una relazione, si può dire sbagliata e quando succede la catastrofe, ovviamente, le si sconvolge la vita. Perché? Non solo succede il giorno in cui, scopre di essere incinta della persona di cui è innamorata, ma che purtroppo non è la persona giusta per lei. Ma in più, appunto, succede la catastrofe della valanga.

La persona che lei ama non sopravvive a questo evento tragico. E in più si ritrova da sola con la responsabilità di dover gestire questa situazione, che lei assolutamente non è in grado di gestire. E quindi vivrà molte tensioni, ci saranno molte tensioni all’interno del gruppo. E Karim rappresenta per lei forse l’unica boccata d’aria perché è l’unica persona con cui magari lei, piano piano, riesce ad abbassare un po’ le difese. Però poi tutto quello che sembra verrà stravolto, perché?

Nulla è come sembra. Riguarda tutti e tutto ciò riguarda tutti i personaggi della serie, perché tu ti fai un’idea di ognuno, però questa idea viene stravolta. E quindi no, devo dire che la storia mi ha subito intrigato dalla lettura delle sceneggiature. E non solo, appunto, il personaggio di Lidia, ma tutti i personaggi vivono una trasformazione importante e ciò rende i personaggi veramente molto interessanti. Per questo spero che anche il pubblico verrà catturato dalla storia, come è successo a me.

Qual è la stata la sfida più grande nell’interpretare Lidia?

La sfida più grande è stata proprio quella di vivere con lei all’inizio proprio un senso di spaesamento dovuto a tutte queste notizie. Una dopo l’altra che l’hanno portata a vivere proprio uno stato di shock. Quindi anch’io mi sentivo un po’ pietrificata, infatti, nella prima puntata e anche un po’ nella seconda, lei, dopo il susseguirsi dei vari eventi, uno più tragico dell’altro, reagisce un po’ come se fosse un po’ distaccata dal suo corpo. In realtà, come se non realizzasse al 100%, quindi me la sono vissuta proprio anch’io così e poi quando ha avuto quella crisi dove veramente si sente una nullità.

Quello è stato un momento molto intenso, molto doloroso e comunque quello è stato complesso da vivere. E stata una bella sfida, quel momento là e anche il fatto di dover poi ricostruirsi piano piano, cioè cercare di ritrovarsi e di capire. E di trasformarsi da donna inconsapevole a donna consapevole, quindi è stata una bella sfida questa trasformazione diciamo totale che vive.

Aurora Ruffino nei panni di Lidia in Black Out – Vite Sospese – Foto: Rai / Eliseo Productions

Tra i personaggi di “Blackout”, con quali ti senti più affine?

Vabbè Lidia l’ho vissuta, quindi ovviamente mi sento molto legata a lei proprio perchè l’ho vissuta al 100%. E poi c’è proprio Karim, quindi è il personaggio interpretato da Michele Lumière. Quindi sicuramente mi sento molto legata anche al personaggio di lui, poi più affine, più simile. Poi mi piace anche il coraggio di Claudia, che è una cosa che io rivedo anche in me. Il fatto che ha la capacità di non scappare di fronte, anche magari a dei pericoli importanti pur di fare ciò che uno sente che sia la cosa giusta da fare.

Per tutti i fan che non vedono l’ora di vedere “Blackout”, come la descriveresti in tre parole?

Una valanga, un mistero, anzi, più misteri e delle storie d’amore che metteranno in discussione tutto.

Hai preso qualcosa dal set, qualche oggetto di scena o di abbigliamento, per ricordare la tua esperienza come Lidia Ercoli?

Credo di essermi portata a casa delle maglie termiche che indossavo sotto la divisa e si, credo di essermi portata a casa quello, perché poi altre cose sai, Lidia, indossando quella divisa non è che posso rubare chissà che, perché poi quelle sono cose che servono, che devono essere conservate per un’eventuale seconda serie e incrociamo tutte le dita. Speriamo che si faccia, quindi però mi sono portata a casa delle calze maglie e delle termiche niente male.

Cambiando argomento. Qui in Survived the Shows siamo grandi fans di “Noi” (oltre che di This is us) e abbiamo fin da subito appoggiato il progetto. Ti manca il poter interpretare il proseguimento della storia di Rebecca e della sua famiglia in una ipotetica seconda stagione?

Mi dispiace moltissimo non poter continuare, proseguire la storia di Rebecca e di Pietro e della nostra versione italiana della storia meravigliosa che è. Purtroppo però non è una cosa che dipende da noi. Io sono molto orgogliosa del lavoro che ho fatto e che hanno fatto tutti gli altri miei colleghi e non solo, ma anche le persone, i reparti, la troupe, il regista. Sono veramente orgogliosa, è uno dei progetti di cui sono più orgogliosa perché veramente tutti abbiamo fatto, abbiamo dato più del nostro massimo per fare in modo di raccontare una bella storia. Quindi a prescindere da tutto sono grata, sono orgogliosa e sono felice di aver fatto parte di questo progetto.

C’è un progetto in vista nel tuo futuro, a parte “Blackout, di cui ci puoi parlare?

Allora quello che posso dire è che interpreterò nella nuova fiction di Giacomo Campiotti “La lunga notte” il ruolo di Maria José.

Black Out – Vite Sospese con Aurora Ruffino nei panni di Lidia va in onda ogni lunedì sera su Rai 1 in prima serata. Diamovi un primo sguardo!

Continuate a seguirci per tutte le novità su NOI – La serie, il suo cast e tante altre fiction Rai!

Desirèe

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