mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Tár: La formazione del cast d’insieme!

Il mondo della musica da concerto è storicamente patriarcale. Tuttavia, TÁR punta gli occhi sulle donne che fanno parte della vita personale e professionale di Lydia, incluse la sua compagna Sharon, con la quale cresce la figlia adottiva, e la prima violinista dell’orchestra, la devota assistente della Tár, Francesca, che vuole a seguire le orme del sua capo, oltre infine ad Olga Metkina, la giovane violoncellista russa la cui giovinezza e sicurezza alimentano le energie creative in stallo della Tár, e complicano il suo rapporto con l’orchestra e con Sharon. Andiamo a conoscere meglio il cast e i personaggi d’insieme di Tár!

Dietro le quinte alla costruzione del personaggio di Lydia Tár con Todd Field e Cate Blanchett!

Al centro di questa storia c’è un matrimonio”, dice Field. “E’ bene sapere che da quando Herbert Von Karajan è stato allontanato da Berlino, non ci sono più direttori nominati a vita in Germania. In tutte le orchestre tedesche sono in vigore elezioni democratiche, il che significa che i musicisti votano il direttore principale, e che “l’invito” può essere revocato in qualsiasi momento. Il primo violino può essere la mano invisibile per l’ascoltatore, ma per l’orchestra rappresenta chi detiene il vero potere. In questo modo, il rapporto tra Lydia e Sharon si complica, cosa che ha fatto discutere quando l’hanno reso pubblico per la prima volta”.

Altrettanto complessa è la dinamica tra la Tár e la sua assistente Francesca Lentini.

Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma è un film che mi piace molto”, afferma Field, “mi ha dato modo di conoscere gli altri film della Sciamma, Diamante nero e La mia vita da Zucchina, ma soprattutto, almeno per questo film, il talento davvero speciale di Noémie Merlant”.

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Francesca è un personaggio in transizione. A differenza della Tár, proviene da una colta famiglia borghese. Ha frequentato il Conservatoire de Paris, ha conseguito il MFA a Yale, poi una borsa di studio alla Accordion Foundation, dove ha conosciuto la Tár. La loro relazione è stata a tratti intima, ed ora è puramente transazionale. Alcuni anni prima, la Tár invitò Francesca ad assisterla a Berlino. Era chiaro ad entrambe che da lì sarebbe diventata assistente del direttore. Francesca è al corrente delle macchinazioni e delle mosse del suo capo. Per questo motivo, ha tutte le ragioni per non fidarsi di lei, e si sta costruendo silenziosamente un’alternativa.

Aggiunge la Merlant: “A differenza degli altri personaggi, non vediamo mai Francesca suonare uno strumento nel film. La sua abilità è tutta nel suo orecchio. È un’ ascoltatrice, un’ osservatrice. Quindi, la sfida per me era incarnare il suo amore per la musica, e il desiderio di dirigere attraverso il suo linguaggio del corpo e dello sguardo. Ammira la Tár e vuole imparare da lei ma, allo stesso tempo, la teme”.

La giovane violoncellista russa Olga Metkina rappresenta una lente diversa attraverso la quale osservare la dinamica del potere dell’orchestra.

Ecco un personaggio tanto sicuro del proprio talento e della propria identità, di quelli che non chiedono nulla e, così facendo va a colmare un vuoto della Tár, quello spazio in cui la ferocia dell’arte è oscurata dall’energia spesa a dirigere una importantissima istituzione culturale. Lydia Tár in Olga rivede sé stessa da giovane. E per questo motivo compie un passo falso, uno dei tanti, che alla fine contribuirà alla sua rovina.

“Sophie [Kauer] non rappresentava affatto questo personaggio. Ma poi ha iniziato a recitare… ed è uscita Olga. Quando le ho chiesto dove avesse imparato il suo accento russo, ha detto ‘YouTube’. Ah, e un’altra cosa: sapeva suonare. Suonava davvero. Sophie era una violoncellista straordinaria. Non ne eravamo al corrente perché era l’unica violoncellista che abbiamo visto a non esser presente sui social media. Quando le abbiamo chiesto la motivazione, ha risposto che si trattava di un’assenza intenzionale: non voleva che le persone la ascoltassero fino a quando non “era pronta”. È stata una presentazione perfetta per Sophie, e coerente con la mia esperienza insieme a lei come attore e musicista, durante la produzione e persino al post. Sophie Kauer è una forza della natura”.

La Kauer ha iniziato a suonare il violoncello quando aveva otto anni.

“Mi hanno offerto il violino ma ho detto di no, perché bisognava alzarsi in piedi per suonarlo”, dice la Kauer. “Ho scelto il violoncello perché volevo restare seduta”. Ha iniziato a fare passi da gigante con lo strumento all’età di quattordici anni, ricevendo una borsa di studio per frequentare un’accademia musicale in Svizzera con altri giovani musicisti provenienti da tutta Europa. “E’ lì che ho capito che questo era ciò che volevo fare per il resto della mia vita. Devi fare molti sacrifici per seguire questo genere di percorso: quando tutti escono a divertirsi, devi rimanere a casa ad esercitarti su Elgar”.

Field ha inviato alla Kauer la sceneggiatura, che ha risposto immediatamente in modo positivo.

“Ero tanto entusiasta che qualcuno volesse esplorare il mondo della musica classica in questo modo, e che volesse affrontare le tante questioni che sono rilevanti oggi”, afferma la Kauer. “La scrittura di Todd era bellissima, anche ciò che non apparirà sullo schermo, come la scena in cui l’orchestra accetta di suonare l’Elgar, sollevando gli archi in senso affermativo che lui descrive come  ‘una foresta cresce più densa, fino a quando non è completamente matura ‘ ”.

Con l’ausilio delle dialect coach Helen Simmons e Inna Resner, la Kauer ha perfezionato il suo accento russo. “Mi hanno aiutato ad entrare mentalmente nella recitazione, spronandomi ad osare cose nuove nel mio tentativo di dare vita ad Olga“, dice la Kauer. “Il lavoro sul dialetto mi ha aiutato a sviluppare il personaggio: il mio orecchio si è subito abituato alla sua musicalità”.

Per entrare meglio nella recitazione, la Kauer ancora una volta si è collegata a YouTube, dove ha seguito un video didattico di Michael Caine. Non avendo mai recitato prima, la Kauer ha chiesto di rimanere sul set durante la produzione anche quando non girava le sue scene. Non perdendo occasione di osservare costantemente Nina Hoss e Cate Blanchett nello svolgimento del loro mestiere. “Ero sempre presente sul set, a cercare di imparare dai migliori”, aggiunge la Kauer. “Avendo attorno degli attori di livello mondiale, perché non cogliere l’opportunità?”.

La Kauer non aveva mai suonato da solista in un’orchestra professionale.

“Il ruolo è stato doppiamente spaventoso: la maggior parte dei diciannovenni non ha avuto molta esperienza in un’orchestra, quindi arrivare sul set ed esibirsi, e poi essere registrati per un film, mi ha creato una pressione enorme”, afferma la Kauer. “Non era tanto importante il fatto che io suonassi il violoncello in modo unico, o comunque non come avrei suonato normalmente: Todd aveva idee molto specifiche su come le cose dovessero essere formulate musicalmente, e Cate dirigeva, quindi dovevo anche adattarmi a lei, e ai meravigliosi musicisti della Dresda Philharmonie, musicisti di livello mondiale che, a differenza di me, avevano anni di esperienza in un’ orchestra”.

Mark Strong interpreta Eliot Kaplan, uno dei migliori consulenti finanziari del mondo, la cui vera passione è la musica classica.

Un direttore d’orchestra dilettante, Kaplan è salito sul podio grazie ai suoi contatti e in particolare ai suoi legami d’affari con Lydia Tár. La loro è l’ennesima relazione transazionale. Dieci anni prima, il suo Kaplan Fund ha finanziato un progetto caro alla Tár, la Accordion Foundation, un istituto il cui principio fondatore era quello di offrire opportunità lavorative alle giovani direttrici d’orchestra.

“Mark è uno dei miei attori preferiti”, dice Field. “Ho avuto modo di conoscerlo principalmente grazie al suo lavoro teatrale. Il suo ritratto di Eddie Carbone nella produzione di Ivo van Hove in A View From The Bridge di Arthur Miller, è una delle più grandi esibizioni teatrali a cui abbia mai assistito”.

Strong confessa di esser stato ansioso di interpretare il ruolo nel film, perché “mi ha dato l’opportunità di interpretare un personaggio con un aspetto molto distante da me, cosa che cerco sempre di fare”.

Julian Glover interpreta Andris Davis, il predecessore della Tár a Berlino.

È un uomo con cui si confronta regolarmente riguardo al lavoro, poiché è una delle poche persone al mondo con cui può relazionarsi. Per la Tár, questa è sia una benedizione che una maledizione. Lo ammira, ma è anche consapevole di non volersi ritrovare nella sua posizione nel terzo atto della sua vita.

“Il lavoro di Julian parla da sé”, afferma la Blanchett, “È l’attore perfetto, ed è assolutamente in grado di cogliere la parte essenziale di un personaggio. Quando abbiamo girato le scene insieme, Julian aveva appena compiuto 86 anni, eppure era impeccabile, ed ha apportato la sua rispettabile conoscenza del mestiere che era vitale per questo personaggio”.

“Sono stato immediatamente attratto dal fatto che Todd avrebbe diretto il progetto, e stupito dall’opportunità di lavorare con la brillante Cate; ed infine sono rimasto sbalordito quando ho letto la sceneggiatura: straordinaria, meravigliosa, originale e MUSICALE”, afferma Glover. “E’ stato facile per me aderire immediatamente ad un progetto del genere, e non ha disatteso le mie aspettative”.

Allan Corduner, un pilastro delle scene britanniche e di Broadway, nonché un veterano attore cinematografico noto a molti, interpreta Sebastian Brix, assistente alla direzione di Berlino.

Sebastian è arrivato a Berlino nel 1990 con Andris Davis e, come dice Eliot Kaplan alla Tár, è una decisione che lei ha “ereditato”.

Field e Corduner si sono incontrati per la prima volta più di trent’anni fa, in un’occasione di lavoro.

“Allan è un attore stupendo”, dice Field. “E un grande essere umano. Ha capito perfettamente chi era Sebastian, e lo ha interpretato come un personaggio di corte in un dramma elisabettiano. È stato meraviglioso collaborare nuovamente con lui dopo tanti anni”.

“Far parte del cast di TÁR è stato davvero uno dei grandi piaceri e privilegi che ho avuto nel corso di una lunga carriera”, afferma Corduner. “Conosco Todd Field da molti anni e ne ho sempre ammirato il talento, l’umiltà e il rigore. Si prende cura degli attori e li rispetta: organizza delle prove insieme a loro in uno spazio tranquillo prima delle riprese; una rarità di questi tempi. Ci si sente totalmente supportati”.

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Chiara

Fonte: Universal Pictures Media Italy

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Chiara Lombatti
Chiara Lombatti
Quando l'odio per il genere umano di Cristina Yang e la deduzione di Sherlock incontrano le ansie di Randall Pearson e il multilinguismo di Jamie Fraser (ma con i ricci di Claire Fraser e la voce di Kate Pearson). Traduttrice e articolista con l'amore per il cinema, le serie TV ed i bei libri.

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