Luca Ribuoli: “Noi mi sembrava un’occasione per regalare al pubblico di Rai 1 un racconto famigliare così originale” – VIDEO INTERVISTA

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Non tutti gli adattamenti sono adatti ad ogni genere di pubblico, ma Noi è una storia in cui ognuno di noi può riconoscersi, un racconto famigliare originale pieno di emozione che non è così comune nella televisione italiana. E questo è stato l’elemento di This Is Us che ha attratto e convinto Luca Ribuoli, regista dell’adattamento italiano prodotto da Rai e Cattleya.

Noi di Survived The Shows abbiamo avuto il piacere di intervistare Luca Ribuoli e discutere con lui delle origini del progetto, quali sono state le parti più divertenti e quali invece li hanno messi maggiormente in difficoltà, il suo rapporto di lavoro con il cast.

Da dove nasce l’idea di questo adattamento italiano di This Is Us? Luca Ribuoli ci racconta come il tutto sia partito da Cattleya e dalla Rai, che hanno poi proposto il prodotto allo sceneggiatore Sandro Petraglia e a lui come regista. Per lui, il motivo che lo ha spinto ad accettare questo arduo compito di adattamento è stato principalmente il fatto che veniva dalla visione della serie originale, This Is Us, che gli era piaciuta molto e gli “sembrava una buona occasione per il pubblico di Rai 1 di raccontare una famiglia così.. un racconto famigliare così originale, così incentrato sulle emozioni” spiega Ribuoli

Con grande onestà, Luca spiega come avesse chiaro fin dal principio le difficoltà a cui andavano incontro.

“Sapevamo che dovevamo fare un ottimo cast per riuscire a raggiungere quelle profondità, no? Quella capacità che hanno gli attori americani di essere veri, ed essere autentici, mentre sanno raggiungere quelle profondità interiori. Eravamo consapevoli tutti che la sfida era quella. […] L’unica cosa che mi ha fatto capire davvero la difficoltà è la differenza di budget che abbiamo con la serie americana. Noi abbiamo tre volte in meno il budget che ha la serie americana. Quindi, questo ti da sicuramente più possibilità di fallire, perchè vai un po’ più veloce. Devi essere così profondo, così autentico, ma con dei tempi e mezzi di realizzazione che sono inferiori e quindi l’errore è dietro l’angolo”

Luca Ribuoli sulle difficoltà nella realizzazione di Noi
Foto: Jessica Guidi

Uno dei principali ostacoli che gli sceneggiatori sono stati in grado di superare alla grande è stata quella di riuscire a raccontare una storia sviluppata su 18 episodi nella serie originale in soli 12 episodi. Tenendo soprattutto le scene madri, con l’aiuto anche di regia e montaggio, in modo da cercare di intrattenere il pubblico di Rai 1. Anche perchè, come sottolinea Ribuoli, la massima sfida nei confronti della serie originale era doppia in quanto bisognava trovare una soluzione che tenesse un ritmo tale, senza rinunciare alla profondità, da tenere il pubblico incollato per due episodi consecutivi come vuole la prima serata di Rai 1.

Parlando di quale storia tra quelle dei personaggi di Noi ha preferito dirigere, o comunque sviluppare, Luca Ribuoli racconta come in realtà ami tutte le storie sviluppate all’interno della serie.

“Ognuno portava un mondo talmente originale e profondo… Io sono molto affezionato sia alla storia più famigliare, di coppia di Pietro e Rebecca, ma anche alla storia di affermazione di Claudio. E’ bellissimo secondo me il rapporto tra Teo e Cate. E poi quella grande storia-trama di Daniele che trova questo padre così tardi per poterselo vivere. Una storia che dì per sé è forte, qualsiasi cosa diciamo è un soggetto fortissimo. E’ un progetto che comunque lo prendevi, ogni giorno, ogni scena che facevi, non sentivi mai di essere fuori luogo. O che era una cosa che faceva fatica a girare. Erano sempre scene madri, scritte benissimo dove gli attori avevano la possibilità di esprimere al massimo quello che il personaggio richiedeva”

Luca Ribuoli sulle storie che ha preferito sviluppare tra i personaggi di Noi

La trasposizione italiana dei Mondiali dell’82, che nella serie originale era il rinomato SuperBowl, ma anche la scena della famiglia Peirò che va al fiume, che invece in This Is Us era ambientata in una piscina comunale, sono tra gli elementi di adattamento che più hanno colpito Luca Ribuoli. Proprio perchè realistici e veritieri rispetto alla nostra realtà italiana e alla storia del nostro paese. Lo stesso si può dire della scelta di ambientare la puntata sul Natale in una baita di montagna. O gli elementi musicali, come Pino Daniele o Mia Martini. Sono tutte ancore per il pubblico italiano che gli permette di ricordare pezzi della propria vita nel contesto della storia del nostro paese.

Per una serie come Noi, spiega il regista, c’era una maggiore priorità di lavorare a stretto contatto col cast, in quanto si tratta di un racconto tutto incentrato sui personaggi.

“Ho cercato di stargli più vicino possibile sia fuori dal set, nel senso umanamente, sia come regista, come coach. E poi ne ho fatto anche una scelta stilistica molto vicina anche a quella scelta dalla serie americana, ma forse qui anche un pochettino di più. Mi è sembrato il modo per riuscire a vedere attraverso i loro occhi la loro intimità, i loro sentimenti, che noi raccogliamo proprio in questa particolare stagione in cui i protagonisti hanno deciso di tentare di cambiare le loro esistenze. Scelgono il 34° compleanno per dire ‘voglio provare a sfidare un po’ le cose che mi tengono bloccato qui, inchiodato a dei moti interiori che riguardano certe cose dell’infanzia’. Questa cosa ci riguarda un po’ tutti, di continuare ad essere adolescenti invece che affrontare a pieno titolo la vita adulta.

Luca Ribuoli sul suo lavoro con gli attori
Quali sono state le scene più divertenti da girare e quali invece le più difficili?

Se parliamo di scene divertenti, per Luca Ribuoli si tratta senza dubbio delle scene tra Cate e Teo, o anche quelle tra Chiara e Claudio, che portano in sé quel tono da commedia involontaria. Anche l’atmosfera del fiume, con i bambini (portati ad avere delle grandi prestazioni) e quelle dinamiche, è stata altrettanto bella ed emozionante secondo il regista.

Per le scene invece più difficili, o anche drammatiche volendo, sono sicuramente quelle tra Daniele e suo padre Mimmo, secondo Luca, insieme forse a quelle del primo episodio con la perdita del terzo gemello.

Già anticipato da Francesca Agostini in una precedente intervista, arriverà presto una scena altamente intensa per la sua Sofia e Claudio (Dario Aita), e Luca Ribuoli anticipa che sarà proprio bella!

Da poco reduce proprio dal missaggio della scena in questione, Ribuoli anticipa che molto presto, precisamente tra due episodi, vedremo una scena molto intensa e bella tra Claudio Peirò e Sofia, una sua vecchia conoscenza che tornerà nella sua vita. Ambientata sulla Mole Antonelliana a Torino, la scena viene descritta dal regista come una delle scene più emozionanti della serie.

“Loro sono veramente bravi. E’ una scena tra lei [Francesca Agostini nei panni di Sofia] e Claudio. Tra l’altro, posso raccontarti un’aneddoto perchè abbiamo girata due volte. L’abbiamo dovuta rigirare, perchè a Torino quel giorno, là in cima poi, c’era un tempo incredibile. C’era un certo clima giù, ma noi eravamo talmente in alto che c’era un altro clima. Quindi l’abbiamo girata ma non siamo riusciti a finirla come volevamo e quindi il giorno dopo che eravamo di nuovo lì l’abbiamo ricominciata da capo e l’abbiamo praticamente rigirata di nuovo. Per loro è stato difficile tornare nella stessa temperatura, ma sono stati bravissimi e credo che alla fine forse la versione del giorno dopo è anche superiore di quella che poi non abbiamo utilizzato. E’ una delle scene più emozionanti, secondo me, della serie”

Luca Ribuoli sulle riprese di una scena molto intensa tra Sofia e Claudio
Nonostante non venga da lui la decisione di avere una Beth caucasica, ma bensì da esigenze storiche, Luca Ribuoli ha lottato molto per avere Angela Ciaburri nel ruolo.

Da subito fortissima, con non molta esperienza, ma ciò non vuol dire. Quando Angela Ciaburri si è battuta per il ruolo di Betta, Luca Ribuoli ha sentito subito quell’emotività giusta ma anche il carattere necessario per stare vicino ad un uomo così fragile ma allo stesso tempo impetuoso e geniale come Daniele (Livio Kone)

“Avevamo bisogno di una persona che avesse più forza di lui, più carattere di lui e in qualche modo risultasse più adulta”

Luca Ribuoli sulla scelta di Angela Ciaburri come Betta
Facendo un salto nel passato, alle origini della sua carriera, Luca Ribuoli racconta di essere diventato regista quasi per caso.

Dopo aver studiato da geometra e aver gestito un negozio di dischi per circa 6 anni, Ribuoli debutta con il suo primo cortometraggio relativamente tardi, a 26 anni, ma in quel momento, racconta lui, ha provato una tale gioia che ha capito immediatamente che quella sarebbe stata la sua strada. Tutto parte da una grande passione per il cinema, che lo aiutava anche a confrontarsi con i suoi coetanei e a crescere, ma anche dalla musica, che in un certo modo scegliendo il cinema non ha mai abbandonato.

Che consiglio dà Luca Ribuoli a coloro che vogliono intraprendere il mestiere di regista?

La prima cosa in assoluto di cui c’è bisogno in un mestere come questo, come sottolinea Ribuoli, è tantissima passione. “E’ un grande privilegio fare questo lavoro,” spiega lui. “Ma bisogna farlo con grande passione perchè le difficoltà sono tantissime, continuamente. Bisogna ricreare dei mondi, fare in modo che siano veri, che la gente si possa riconoscere. E’ una sfida sempre enorme, ma se è fatta con passione, con senso di responsabilità per quello che si racconta, è molto appagante. E’ molto stancante, ma molto appagante.”

Aggiunge poi: “Una cosa molto importante che mi sento di dire è che non mai dato per certo che tu farai sempre quel lavoro. Molti pensano che fare il regista o fare l’attore sia che una volta che lo sai fare, lo fai sempre. Ecco questa è una realtà che non è vera. Ogni volta devi ricominciare, devi ridimostrare che sai farlo. E questa è una cosa che lo rende difficile ma anche fa capire quanto è sfidante”.

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Chiara

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1 COMMENT

  1. Salve, ho visto la serie originale, mi è piaciuta tanto…come del resto mi sta’ piacendo anche questa italiana,gli attori tutti bravissimi, in alcuni casi anche megljo dell originale nei dialoghi…e nell ‘intensità … spero che anche il resto dei più indecisi riesca a guardare la serie senza fare paragoni, personalmente mi incuriosisce molto( sapendo tutto quello che succederà)vedere come è stata girata ogni scena e fino ad ora nn mi ha delusa per nulla… complimenti a tutti.Ivana.

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