Outlander 6: Joanne Thomson racconta la sua esperienza nei panni di Amy McCallum – VIDEO INTERVISTA

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outlander joanne thomson
Foto: Cass Michael

Semplice, piena di energia ma anche estremamente carismatica e talentuosa. Non si direbbe che Joanne Thomson si trovi di fronte al primo grande ruolo in televisione, vista la sua profonda interpretazione nei panni della giovane madre vedova Amy McCallum nella stagione 6 di Outlander, che debutterà su Sky Serie il prossimo 26 Aprile.

LONDON, ENGLAND – FEBRUARY 24: Joanne Thoms attends the “Outlander” Season six premiere at The Royal Festival Hall on February 24, 2022 in London, England. (Photo by Dave J Hogan/Getty Images)

Noi di Survived The Shows abbiamo avuto il grande piacere di chiacchierare con Joanne Thomson in occasione del lancio di Outlander 6 e discutere con lei gli sviluppi del suo personaggio Amy McCallum, la sua esperienza sul set durante la pandemia e a quale personaggio di Outlander si sente più affine.

Dopo tre anni di fermo a causa della pandemia, e aver quasi lasciato la recitazione vista la difficoltà del mestiere, Joanne Thomson non poteva essere più felice ed entusiasta quando è riuscita ad ottenere il ruolo di Amy McCallum nella stagione 6 di Outlander, dopo ben tre audizioni negli anni, e questo si vede anche solo dal brillare dei suoi occhi mentre parla di questi momenti in tutta la sua semplicità. Il ruolo è stato davvero una grande sfida per lei, trattandosi per altro del suo più grande ruolo fino ad oggi.

“Ho recitato in altre produzioni BBC o ITV più brevi, le quali erano fantastiche e una ha persino vinto un BAFTA; quindi, sono stati davvero progetti molto belli di cui fare parte, ma [Outlander] è senza dubbio il più longevo. Sapete, con un seguito esistente e cose del genere, quindi sentivo molta pressione, e ovviamente non poteva capitare se non durante una pandemia.”

Per altro, possiamo dire che Joanne è una di noi, in quanto si dichiara una grandissima fan di Outlander!

L’attrice aveva già visto la serie televisiva prima di entrare a farne parte, e questo l’ha portata a fare l’audizione più volte nel corso degli anni. Nonostante non abbia letto gli altri libri della saga di Diana Gabaldon, la Thomson svela di aver però letto il sesto libro della saga di Diana Gabaldon, A Breath of Snow and Ashes (in italiano, Nevi Infuocate e Cannoni per la libertà) su cui è basata la stagione in cui ha debuttato nei panni di Amy McCallum e questo l’ha aiutata molto a capire il personaggio e come interpretarlo al meglio.

“Visto che ci è voluto un po’ prima di ricevere i copioni, è stato bello riempire il letto leggendo il libro – sapete, non volevo andare totalmente alla cieca, e sapendo che ovviamente c’era un grande seguito per i libri, volevo farmi un po’ un’idea. Ovviamente il materiale non poteva essere lo stesso considerando che si tratta di due media differenti e poi i libri sono tipo delle bibbie, si possono usare come arma, sono sicura che lo sappiate, ma è stato bello avere modo di approfondire il mondo attorno a questo personaggio e vedere di più… ho cercato anche di imparare il gaelico, che è molto difficile- insomma un sacco di cose nuove per immergermi in questo ruolo.”

Il personaggio di Amy McCallum incarna la speranza e la volontà di ricominciare che spinge la gente a stabilirsi a Fraser’s Ridge.

Nell’introdurre il personaggio di Amy McCallum, una giovane madre con due bambini che giunge a Fraser’s Ridge per ricominciare dopo la morte del marito durante il viaggio dalla Scozia, interpretata in modo toccante e magnifico da Joanne Thomson in questa stagione 6 di Outlander, l’attrice spiega come lo stabilirsi in un posto nuovo e cambiare vita porti a tutti i nuovi fittavoli, inclusa Amy, un senso di speranza e possibilità con tutto ciò che quel posto può portare.

Joanne Thomson nei panni di Amy McCallum nel primo episodio di Outlander 6 – Crediti: Sony / STARZ

“Per Amy tutta quella speranza viene scandagliata perché suo marito muore durante il viaggio e lei si trova in questo posto nuovo dove non conosce nessuno, ha due bambini da accudire e nessuno che l’aiuta.

Penso che un enorme filo conduttore che attraversa l’intera serie in merito alla condizione delle donne in quel tempo sia il fatto che avevi bisogno di un marito. Non come oggi dove sono come il dolce, ma sì, allora avevi davvero bisogno di un uomo.

Ovviamente, come abbiamo visto nel primo episodio, Roger (Richard Rankin) e Bree (Sophie Skelton) la prendono in qualche modo sotto la loro ala per aiutarla – e in merito a cosa vedremo nel corso della stagione, non vorrei dire troppo, ma sapete, Bree è impegnata ad inventare cose perché è una tosta ed è molto brava in questo, quindi [Amy] si troverà con Roger ad aiutarla a sistemare il camino, lavori di falegnameria e cose del genere, semplicemente un po’ di aiuto in generale in casa.”

Alla domanda se vede qualcosa di sé stessa nel ruolo di Amy, Joanne non si vergogna a dire che si trova molto affine al suo personaggio.
Joanne Thomson nei panni di Amy McCallum – Dietro le quinte di Outlander 6 – Foto di Joanne Thomson

Anche lei orgogliosamente scozzese, Joanne Thomson non nega di capire a fondo il suo personaggio e quella generale mancanza di casa che sente dopo essersi trasferita a Fraser’s Ridge e su cui fonderà anche il rapporto con Roger (Richard Rankin).

“Sono ovviamente scozzese e ho quella vera connessione con la mia terra e cose del genere, e penso che questo aspetto per me sia stato davvero facile da ricreare perché, sapete, ho vissuto per alcuni periodi in America e mi manca davvero casa mia… anche se il sole era bellissimo.”

Ovviamente, nonostante l’affinità col personaggio, non sono mancate le sfide a livello tecnico nell’interpretare questo personaggio – a maggior ragione durante la pandemia!

“Ti dicono di non lavorare coi bambini o con gli animali, e le mie scene includevano sia bambini che animali – Caleb che interpreta mio figlio Aidan McCallum è davvero fantastico, è stato così bravo ed è il suo primissimo lavoro, infatti era la prima volta che recitava. Ma devo dirlo, in quel primo giorno di riprese per me, in quella scena con Roger nel salone, è stato tutto molto complicato – sapete, quando sono arrivata sul set con tutti i protocolli di sicurezza anti-covid, è stato davvero difficile cercare di concentrarti e bloccare tutti i rumori altrove – e c’è stato un momento in cui [Caleb, che interpreta Aidan] aveva bisogno di aiuto e io ero tipo ‘Non so come aiutarti, tesoro’”

Tuttavia, la Thomson descrive con parole piene d’amore l’esperienza sul set, spiegando come tutti siano stati estremamente accoglienti. Dagli attori minori, la produzione e persino i protagonisti come Sam Heughan e Caitriona Balfe.

“È difficile non sentirti troppa pressione addosso perché… ad essere sinceri, anche i protagonisti della serie, penso che per molti di loro – Sam o anche Caitriona – questo sia il progetto più famoso a cui hanno partecipato. Alla fine, penso che tutti riescano a mettersi nei panni degli altri e questo spiega perché sono così accoglienti e amorevoli sul set!”

Allo stesso tempo però la pressione era altissima, un po’ per lo spessore del progetto, ma soprattutto per la pandemia. Per non parlare delle condizioni metereologiche per cui la Scozia è tanto conosciuta.

“[La troupe di Outlander] è senza dubbio la troupe più laboriosa del mondo, hanno fatto un lavoro grandioso. […] Per il resto, farsi infilare dei bastoncini su per il naso alle 4 del mattino nella tua roulotte, e cose del genere, perché dovevamo farci il tampone ogni giorno … ma la produzione ha fatto davvero un grande lavoro. Hanno anche costruito un laboratorio agli studi per tenere tutti il più al sicuro possibile. C’è stato così tanto lavoro e ragionamento dietro e ha effettivamente ripagato perché alla fine il tutto ha funzionato senza troppi intoppi.”

Joanne Thomson
Joanne ricorda col sorriso una delle prime scene che hanno girato, che vediamo all’interno del primo episodio “Echoes”, dove tutti accorrono fuori dalla casa grande per assistere all’arrivo di Richard Brown con il suo Comitato di Sicurezza.

“Eravamo tutti appiccicati in questo spazio minuscolo mentre uscivamo da quelle scale e tutti eravamo tipo ‘Oh mio Dio’, poi non avevamo nemmeno le mascherine. Era come stare in discoteca quando non puoi muoverti senza scontrarti con persone che hai appena conosciuto – E’ stato decisamente tutto surreale, ma eravamo grati di poter lavorare ovviamente. Avevo amici che lavoravano in teatro i cui spettacoli erano continuamente cancellati, oppure quando sono tornata io stessa a teatro, insomma. Era così bello e mi sentivo così fortunata a fare qualcosa che sarebbe durato.”

Socializzare sul set quando si ha costantemente le mascherine è più difficile di quanto non sembri, ci spiega Joanne Thomson. Ma tutti siano stati ad ogni modo molto carini e accoglienti sul set.

“Tutti sono stati estremamente accoglienti, e Sam e Caitriona sono le persone più amorevoli su questo pianeta. Non so come facciano a sostenere un tale sorriso nonostante tutto – e sapete ci sono personaggi con attori che vanno e vengono e loro sono sempre così carini. Andavo molto d’accordo con Alex [Vlahos, che interpreta Allan Christie]. Anche con Caitlin, che interpreta Lizzie. Con l’arrivo della bella stagione, lei mi ha invitato fuori per un picnic, il che è stato davvero carino dal momento che è sempre difficile sentirsi persone normali quando si lavora. E anche con Jessica, Jessica Reynolds, che interpreta Malva. Lei è molto carina, e guarda caso ha frequentato la stessa scuola di recitazione in cui io ho fatto la specializzazione, quindi avevamo quello in comune. Ed entrambe veniamo da Liverpool”

John Bell, Lauren Lyle, Richard Rankin e Joanne Thomson alla premiere di Outlander 6 al Glasgow Film Festival – Foto di Amy Muir
Grande compagno di scena è stato anche Richard Rankin, con cui Joanne Thomson ha condiviso tante belle scene, e anche risate sul set di Outlander.

“Richard Rankin è un bambinone, un burlone, senza dubbio, ma è per quello che lo amiamo, non è così?”

Joanne Thomson su Richard Rankin

Joanne ci racconta come lei e Richard inizialmente abbiano fatto insieme solo una lettura del copione via Zoom; quindi, non c’era granché modo di conoscersi e creare una base per un rapporto. Per non parlare del fatto che quando hanno girato la loro prima scena insieme (quella in cui Roger consola il piccolo Aidan e si propone di aiutarli a costruire una baita nel primo episodio di Outlander 6) i due fossero praticamente estranei. Tuttavia, però, provenendo anche dalla stessa nazione, Joanne e Richard hanno creato un bel rapporto, sia in scena che fuori.

“Mi ricordo quando dovevamo girare una scena un po’ complicata con Richard – non spoilero niente – in cui lui doveva fare questo discorso in una stanza colma di persone, ma a causa del Covid hanno aggiunto le persone in post-produzione. Quindi, praticamente c’ero solo io lì presente. Lui ha fatto davvero un ottimo lavoro perché ha dovuto far finta di guardare tutte queste persone negli occhi e cose così.

Sono andata da lui in seguito, perché non avevamo avuto altre scene insieme, e gli ho detto ‘Sei stato pazzesco’. So che ci sono delle persone che non hanno bisogno di questo genere di sostegno e lui è uno di queste. Ma insomma a chi non fa piacere sentirsi dire che hai fatto un buon lavoro? Poi in seguito avevamo un’altra scena insieme e ovviamente questo ha anche rotto il ghiaccio tra di noi. Per altro, io e Richard abbiamo lo stesso senso dell’umorismo, quindi sì, diciamo che andiamo molto d’accordo.”

Joanne Thomson sul lavorare con Richard Rankin
Richard Rankin e Joanne Thomson nei panni di Roger MacKenzie e Amy McCallum nel terzo episodio di Outlander 6 – Crediti alla Sony/STARZ
Se dovessimo parlare di una scena che è stata più divertente da girare e una che invece l’ha messa più in difficoltà…

Senza dubbio quando si tirano in ballo le scene più divertenti da girare in Outlander, come ci conferma anche Joanne Thomson, sono sempre scene che coinvolgono gli animali (“o Richard Rankin”). Allo stesso tempo, ci anticipa che ci sarà una scena molto bella, più avanti nella stagione, con Amy e Roger che in qualche modo ricordano la loro casa, la Scozia.

“Penso che in questo la serie abbia fatto davvero un buon lavoro, anche tipo nella prima stagione con Lallybroch e cose del genere, puoi percepire quel vero senso di casa e [cosa senti] quando ti allontani da casa”

Se Joanne Thomson potesse scegliere un altro personaggio di Outlander che le piacerebbe interpretare, che sia più divertente da interpretare o semplicemente più affine a lei, sarebbe…

Istintivamente, la prima scelta per Joanne ricadrebbe senza dubbio su un personaggio che va a cavallo, visto che adora i cavalli. Però allo stesso tempo qualche personaggio francese, “perché i costumi della stagione 2 erano così belli”. Lizzie sarebbe un altro personaggio che sarebbe molto divertente da interpretare in questa stagione, “perché si immischierà in degli affari un po’ complicati [ride]”, ma anche Ian, principalmente per Rollo, ma anche “in generale per il suo genuinamente fantastico” ed i suoi archi e frecce. Le piacerebbe anche interpretare Claire Fraser. Ma gira che ti rigira, la vera scelta ricade sulla sola e unica Jenny Fraser, la sorella di Jamie.

“Mi piacerebbe molto interpretare quel personaggio, lei è una tale tipa tosta. Laura Donnelly, decisamente. Cioè, io non sarei nemmeno paragonabile ma è personaggio talmente bello. Semplicemente, la amo.”

Joanne Thomson sul personaggio che sente più affine in Outlander
Facendo un passo indietro anche alle sue esperienze passate nella recitazione, abbiamo chiesto a Joanne Thomson quale fosse il ruolo a cui si sente più legata e quale invece l’ha messa di più alla prova

Come si può non amare l’interpretare una vera suffragetta? Joanne ricorda con affetto la sua partecipazione alla miniserie BBC Suffragettes with Lucy Worsley (2018) nei panni di Mary Leigh, personaggio ispirato ad una suffragetta veramente esistita nella storia.

Joanne Thomson nei panni di Mary Leigh in Suffragettes with Lucy Worsley – Crediti: BBC

“Ripensando a tutte le donne che hanno lavorato a questo progetto – c’era per lo più una troupe al femminile – è stata una vera gioia interpretare un personaggio realmente esistito nella storia, perché [Mary Leigh] è stata la prima donna ad essere arruolata in guerra, quindi ha significato davvero molto. Ricordo, in realtà, di aver fatto l’audizione in occasione del 100º anniversario della data in cui le prime donne cominciano a votare e mi ero travestita, per lo più, da suffragetta per l’audizione. Ho camminato per Londra tipo [imita le suffragette] – Sì, è stato un ruolo davvero bello.”

Joanne Thomson sulla sua partecipazione a The Suffragettes with Lucy Mosley

Ripensando invece al ruolo che l’ha messa maggiormente in difficoltà come attrice, Joanne non deve andare poi tanto indietro nel tempo. L’attrice ha recentemente recitato da protagonista in uno spettacolo teatrale al Royal Exchange di Manchester dal titolo The Strange Undoing of Prudencia Hart di David Greig, che consiglia a tutti di leggere perché fantastica, ed è uno spettacolo estremamente fisico, pieno di calore, e una gigantesca sfida.

Tuttavia, la Thomson racconta come recitare a teatro durante la pandemia sia stata la sua maggiore sfida ad oggi.

“È stato così difficile – sapete, a livello di ansia e dare il meglio allo stesso tempo. Ogni settimana c’era qualcosa in serbo, tipo persone che risultavano positive, dover rimandare lo spettacolo. È stata davvero dura e il cast e la troupe hanno messo insieme un incredibile…. Sembrava come se tutto crollasse, ma siamo riusciti ad arrivare alla fine e ne sono molto orgogliosa! È stato davvero una sfida!”

Joanne Thomson sul fare teatro durante la pandemia
Ricordando da dove è nata la sua passione per la recitazione, Joanne Thomson ci spiega come da sempre abbia voluto fare l’attrice. Tuttavia, ha cominciato a recitare per mancanza di autostima a seguito di atti di bullismo.

Il tutto è cominciato quando da piccola, ci racconta la Thomson, venne pesantemente bullizzata da un’insegnante e questo le fece perdere del tutto l’autostima. Al che qualcuno consigliato a sua madre che sarebbe stato utile per lei fare lezioni di recitazione, in modo da riprendere fiducia in sé, e questo ha rappresentato la svolta.

“Facevo anche danza, classica, jazz, tip-tap, da quando avevo tipo tre anni, quindi posso dire che già fossi, credo, un’artista, ma quella è stato il mio primo corso di recitazione. Poi di nuovo, per gran parte delle scuole superiori sono stata bullizzata pesantemente, ma la recitazione è stata sinceramente la mia ancora di salvezza. Era un po’ senza dubbio una via di fuga.”

Joanne Thomson
Che consiglio dà Joanne a coloro che vogliono intraprendere una carriera da attore?

Restando realistica, ma comunque dando un consiglio utile, Joanne sottolinea come chiunque voglia diventare attore debba essere preparato alla doppia natura della carriera da attore.

“Se state cercando la fama o simili,” spiega l’attrice. “è una cosa completamente diversa. Ma se volete diventare un attore, c’è una parte completamente dedita all’imparare le battute, fare audizioni, registrare provini, cancellare i propri piani e viaggiare per tutto un paese nel costante tentativo di dimostrare a persone che non conosci che sei in grado di fare il tuo lavoro… Nel mio caso, alle volte sono andata avanti per mesi, ma persone che conosco sono andate avanti per anni. Se pensare a tutto ciò distrugge la vostra fiducia, allora affrontarlo probabilmente farà anche di peggio.

Ma se c’è altro che vi interessa, esploratelo. Non dico di farlo assolutamente, ma è una carriera molto dura. A meno che uno non diventi subito famoso, anche io sinceramente non vorrei mai essere iperfamosa, ma questa è la realtà del lavoro. Quindi, dovete amare sinceramente questo lavoro e questo mestiere. Perché alle volte passi così poco tempo in scena e così tanto tempo dietro alle audizioni in realtà, che è il lato peggiore di questa carriera. Guardate spettacoli teatrali, film… Ci sono tante cose online, specialmente ora che si sta facendo un po’ tutto internazionale e le scuole fanno lezione anche su Zoom o cose del genere. Quindi approfittate davvero di queste cose, se potete, ed esplorate ogni genere di opzione per borse di studio o trovate un’opzione che comunque sia al caso vostro.

A me ci sono voluti quattro anni per entrare in un’accademia di recitazione, ci sono voluti quattro tentativi per fare l’audizione per i singoli personaggi che poi mi hanno portata a questo lavoro, quindi è decisamente una lunga partita. Sì, senza dubbio una maratona, ma se è quello che volete fare, prendete coraggio e dateci sotto, perché è fantastico, non vi mentirò”.

Per vedere la nostra intervista completa a Joanne Thomson, interprete di Amy McCallum in Outlander 6, cliccate sul video in cima alla pagina!

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Chiara

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